Anglotedesco

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giovedì 26 novembre 2020

Berlusconi, mano tesa a Conte. Salvini e Meloni resistono

 


da LA REPUBBLICA del 26 novembre 2020.Giovanna Casadio

La strada è tracciata: oggi sullo scostamento di bilancio, Forza Italia vota Sì. Ad essere accolte dal ministro Gualtieri infatti sono le proposte messe sul tavolo dai forzisti. Le condizioni poste da Berlusconi per avviare la "collaborazione istituzionale" con la coalizione di governo, a partire appunto dallo scostamento, sono accettate. Ma cosa faranno Matteo Salvini e Giorgia Meloni non è scontato: o si allineano al Sì o si asterranno.Nonostante tutta la giornata di ieri sia passata a sbandierare la ritrovata unità, dopo il vertice della riconciliazione tra Salvini, Meloni, il forzista Antonio Tajani e Berlusconi collegato da remoto, ancora a tarda sera la risoluzione comune che il centrodestra presenterà oggi alle Camere non era pronta. È stata la leader di Fratelli d’Italia a insistere perché un atto politico del centrodestra ci fosse e gettasse la palla nel campo del governo: alla maggioranza giallo-rossa la mossa se accettare o meno le richieste dell’opposizione.E l’ok è arrivato a stretto giro di posta dal ministro dell’Economia. Ma ha riguardato le condizioni che i forzisti hanno rilanciato alla fine della riunione del gruppo parlamentare. Richieste giudicate sensate e fattibili: negli 8 miliardi di risorse ulteriori per i Ristori, lo scostamento appunto, incrementare il sostegno ai lavoratori autonomi, commercianti, artigiani, professionisti, «sono da considerare favorevolmente»: annuncia Gualtieri. E quindi, compatibilmente con la sostenibilità economica, è accolto «un ampliamento della moratoria fiscale, con il rinvio delle scadenze di fine anno che vada oltre i settori dei codici Ateco direttamente interessati dalle misure restrittive, e lo estenda a tutte le attività economiche che hanno subito cali rilevanti del fatturato». Elenca Gualtieri. Quanto Berlusconi ha chiesto.Per la coalizione giallo-rossa sempre in bilico al Senato - soprattutto quando occorre, come in questo caso, la maggioranza assoluta, ovvero 161 voti – è una buona notizia: può rilassarsi. Anche se il Pd e i 5Stelle calcolavano ieri che i numeri ci fossero comunque, oscillando tra i 165 e i 169 favorevoli. La convergenza può essere l’inizio di una nuova fase politica.Per centrodestra c’è un nuovo copione tutto da scrivere. Dopo le scintille dei giorni scorsi e la campagna- acquisti della Lega che ha strappato tre deputati ai forzisti, non è facile lasciarsi le tensioni alle spalle. L’impegno dei leader del centrodestra è trovare una intesa, non procedere in ordine sparso. Tuttavia, l’apertura di Gualtieri a Berlusconi imprime una accelerazione al dialogo maggioranza-opposizione, a vantaggio però di Forza Italia. Per i forzisti il colpo è messo a segno: hanno chiesto tutele per autonomi e imprenditori e le hanno ottenute.Alla risoluzione da presentare oggi in Parlamento lavorano fino a tarda sera per Forza Italia Renato Brunetta e Gilberto Pichetto Fratin, Francesco Lollobrigida e Giovan Battista Fazzolari per Fratelli d’Italia, Claudio Borghi e Alberto Bagnai per la Lega. Il puzzle di aggiunte e limature non è semplice. Salvini si dichiara ottimista e parla di «richieste unitarie del centrodestra che finiranno nel documento » e vedranno una posizione comune. Le prove d’intesa attraversano l’intera giornata: «Siamo compatti su tutto», garantisce il leader leghista. Non è proprio così. Berlusconi il dado l’ha tratto, Lega e Fratelli d’Italia ancora no.

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