Anglotedesco

Anglotedesco

domenica 15 novembre 2020

Cinque Stelle, ancora lite sul terzo mandato :«No alle deroghe per "meriti speciali"»

 


L'idea, neanche troppo nascosta dietro la conferma che la regola dei due mandati non si toccherà, è trovare il modo migliore da qui a un anno per aggirare il divieto che tiene prigioniero lo stato maggiore del M5S. L'ultima trovata - dopo il già mitologico mandato zero - è il mandato per "meriti speciali". Una legione d'onore che trasformerebbe le prime file grilline in una sorta di senatori, almeno ad honorem. Le tribolazioni dei 5S in fondo sono tutte qui: come perpetuare la carriera politica dopo aver detto per dieci anni che dopo due legislature si andava tutti a casa. In un clima mesto, di tramonto, la fine dei rapporti è sancita dal gran rifiuto a presentarsi di Davide Casaleggio, e salvo sorprese dall'assenza di Beppe Grillo, che a differenza del premier Conte, non dovrebbe mandare un video. Che il doppio mandato sia il tema più sentito, per le sorti del M5S, lo dimostra il fatto che è stato piazzato al primo punto del documento guida prodotto dopo la prima delle due giornate finali degli Stati Generali. La premessa ribadisce quanto anticipato dal capo politico reggente al mattino, nel messaggio video ai 305 delegati: «Gli esiti delle assemblee regionali hanno confermato che il limite del doppio mandato va mantenuto. Contemporaneamente, è emersa la necessità di capire come possano essere valorizzate le competenze acquisite dai portavoce nel corso dell'esperienza istituzionale». Ecco: come contemperare i principi con i bisogni? Si chiede il "Tavolo Regole e principi". Quattro le proposte. E la seconda recita: «Concedere la possibilità di svolgere un terzo mandato per meriti speciali, previa votazione favorevole sulla piattaforma Rousseau». Quali siano i meriti speciali non è dato saperlo. Ma immaginiamo: fare il ministro? Il vicepresidente del Senato? Il presidente di commissione? Il voto certificherebbe il salvagente lanciato per Di Maio, Bonafede, Patuanelli, Fraccaro, Taverna e altri della prima gloriosa infornata M5S, molti dei quali siedono al governo. La testa del M5S verrebbe decapitata. Per questo, nei tempi e nei modi giusti, si cerca una soluzione. Le altre proposte in discussione sono: lasciare la possibilità a chi ha già svolto due mandati regionali, nazionali, europei di candidarsi nei comuni come consiglieri o sindaci; rendere requisito obbligatorio il primo mandato come consigliere comunale, per farsi le ossa; consentire un terzo mandato se uno dei due precedenti è stato interrotto dopo 2 anni, 6 mesi e un giorno. La medaglia al merito è un'idea che non dispiace a Conte, ma ha già scatenato le furie di molti, attivisti e big come Di Battista e Casaleggio che, per rovinare la festa, ha pubblicato un post per dire che non avrebbe partecipato agli Stati Generali. Primo, perché ha ricevuto l'invito a partecipare alla discussione l'altro ieri, dopo che i giornali avevano già raccontato che era stato lasciato fuori. Secondo, citando il doppio mandato, perché «molte decisioni sono già state date per acquisite». Poi Casaleggio si unisce all'appello di pubblicare i voti dei 30 relatori, su mille, scelti per parlare questa sera. I sostenitori di Di Battista pensano che l'ex deputato ne abbia presi più di tutti e molto più di Di Maio. Fonti vicine a Rousseau, invece, hanno calcolato che almeno il 70% delle preferenze è andato a relatori dell'ala governista, in cui non si riconosce Di Battista. L'eterno duello con Di Maio troverà oggi il suo culmine. Poi gli Stati Generali si chiuderanno con un documento di sintesi che sancirà la convergenza su un organo collegiale, una sorta di segreteria da votare in un secondo momento, con Di Maio pronto a entrarci e il dissidente Dibba ancora incerto.

Nessun commento:

Posta un commento