Anglotedesco

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sabato 14 novembre 2020

Dalle gaffe al declino .E ora contro Gallera c’è anche Salvini

 



da LA REPUBBLICA del 14 novembre 2020.Andrea Montanari

In Lombardia, Matteo Salvini ora vuole la testa di Giulio Gallera, l’assessore lombardo al Welfare caduto ormai in disgrazia per le ripetute gaffe nella gestione dell’epidemia di Covid e accusato anche dalla sua stessa maggioranza di aver fallito le gare per l’acquisto dei vaccini anti influenzali. Il governatore Attilio Fontana frena sul rimpasto, ma il resto del centrodestra ora è possibilista. A patto che non riguardi solo Gallera, ma tutti i partiti.A chiedere la sostituzione di Gallera, questa volta, sarebbe stato il leader della Lega Matteo Salvini. Prima durante un faccia a faccia con Fontana e poi incontrando ieri il gruppo della Lega al Pirellone per cercare di riportare la calma. «Ci vuole un cambio di passo – avrebbe detto Salvini ai suoi – Serve una giunta all’altezza della regione più importante d’Italia». Esortandoli a adottare provvedimenti in aiuto della categorie colpite dalla pandemia. Il governatore Fontana sostiene di «occuparsi in questo momento solo della salute dei lombardi».I segretari regionali di Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia, Paolo Grimoldi, Massimiliano Salini e Daniela Santanchè negano che nel vertice che è stato convocato ieri in tutta fretta al Pirellone «si sia parlato di rimasto», ma solo «di un tavolo politico per rilanciare la giunta». Alla fine ,però, sfuma l’idea di un comunicato congiunto.In realtà, infatti, la riunione sarebbe servita a concordare un percorso per un ampio ricambio della squadra di Fontana entro l’anno. Magari da far coincidere con il tagliando di metà legislatura. L’insofferenza verso Gallera ha ormai superato il livello di guardia. Dopo che l’assessore è stato costretto ad ammettere che ben 400mila dosi di vaccino anti influenzale delle 500mila ordinate dalla Lombardia in realtà, erano prive della certificazione dell’Aifa. Costringendo la Regione a comprarne altre a caro prezzo all’ultimo momento negli Stati Uniti. Per non parlare delle gare andate deserte. A Gallera non vengono perdonate nemmeno le gaffe. Dallo scivolone quando durante una delle tante dirette sui social disse che «l’indice Rt 0,51 vuole dire che per infettare me bisogna trovare due persone nello stesso momento infette». A quando parlò di una paziente che «avrebbe potuto avere 37,5 per cento di febbre». I più feroci sono sempre stati i leghisti. Il presidente della commissione regionale Sanità, il legista Emanuele Monti, per esempio, in una intervista ha dichiarato: «Non possiamo disconoscere i risultati che ha ottenuto Gallera, ma allo stesso modo dobbiamo sottolineare le sue responsabilità sui mancati obiettivi che sono indicati dalla legge di riforma della sanità. Su tre milioni di ammalati cronici ne sono stati considerati finora solo trecentomila».Ecco perché già da prima dell’estate ogni delibera proposta da Gallera deve avere prima il via libera di tutti i capigruppo della maggioranza e dei presidenti delle principali commissioni. Un particolare assolutamente inedito per la Lombardia. Un vero commissariamento. La prossima mossa in attesa del rimpasto potrebbe essere la nomina di un comitato tecnico formato da esperti che accompagnito la giunta verso la nuova fase. Una sorta di cordone sanitario intorno all’assessore al Welfare che servirebbe anche per tutelare il governatore Fontana.

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