Anglotedesco

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sabato 14 novembre 2020

Di Battista: farò valere i miei voti



da IL CORRIERE DELLA SERA del 14 novembre 2020.Emanuele Buzzi

«Se prendo tanti voti, lo farò pesare: non potranno prescindere dall’affrontare le istanze che rappresento. Le dovranno risolvere definitivamente». Alessandro Di Battista appare deciso alla vigilia degli Stati generali, al via oggi. Chi ha avuto modo di sentirlo sottolinea come l’ex deputato si stia preparando alla kermesse in programma nel weekend in assoluta tranquillità. Di Battista cerca di evitare le polemiche, tira dritto sul presunto accerchiamento messo in atto dai governisti nei suoi confronti e — ai suoi interlocutori — continua a ribadire: «Quello che mi interessa non sono i ruoli, ma il progetto, l’agenda, la realizzazione».

Ecco perché l’ex deputato tiene per ora le distanze dall’idea di una segreteria, ma vuol far contare il suo peso politico, proprio mentre nelle ultime ore infuria la polemica nel Movimento sulla mancata trasparenza nella comunicazione dei voti per i relatori della giornata conclusiva degli Stati generali. Un peso che — per alcuni sostenitori — potrebbe appunto essere già stato definito dalla votazione sui 30 delegati, ma i dati non sono stati resi pubblici. I senatori Morra e Lezzi hanno chiesto chiarimenti, ma i ribelli sono in fermento. Le indiscrezioni parlano di un «risultato bulgaro» per l’ex deputato e proprio per questo motivo in queste ore l’ala a lui vicina sta meditando di fare richiesta formale a tutti i livelli (dal capo politico a Rousseau a chi ha certificato il voto) per rendere noti gli esiti.

A livello politico Di Battista è consapevole del suo ruolo di punto di riferimento per una frangia di attivisti e ala ribelle e da qui, appunto, muove l’esigenza di far «pesare» i voti ricevuti. Tradotto: stop a deroghe per un eventuale terzo mandato parlamentare, stop anche ad alleanze strutturali con i dem e sì all’istituzione di un organo di garanzia interno al M5S sulle nomine pubbliche composto anche da attivisti. Intanto la sfida interna pare spostarsi dall’organo collegiale al peso tra la base. Peso che potrà probabilmente essere misurato da tutti i big nella votazione che ci dovrebbe essere per scegliere i nuovi membri dell’organo direttivo M5S che potrebbe essere a cinque o, più probabilmente, a sette. E la votazione per eleggerlo dovrebbe ricalcare quella appena svoltasi per i relatori della fase conclusiva della kermesse. Voto quindi al singolo candidato e non a gruppi. Ma Di Battista copre le carte e ricorda quanto aveva scritto sui social mesi fa: «In campo? Solo se lo vorrà il popolo italiano».

Intanto tra le fila del Movimento scoppia anche un caso Cancelleri: il viceministro ha espresso il desiderio di correre per la terza volta come candidato governatore M5S alle prossime Regionali in Sicilia. La notizia ha creato malumore tra i parlamentari. E c’è chi come la deputata Valentina Corneli si sfoga in chat: «Abbattetelo».

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