Anglotedesco

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martedì 10 novembre 2020

Discoteche aperte in Sardegna.C'è l'inchiesta

 


Il maxi-cluster in Costa Smeralda diventa un caso giudiziario. La Procura di Cagliari ha aperto un fascicolo sul via libera alle discoteche in Sardegna ad agosto, una scelta che avrebbe favorito la diffusione del Covid prima nell'Isola e poi in varie regioni italiane. I magistrati vogliono capire se la Regione abbia consentito ai locali della Costa Smeralda di non spegnere la musica nonostante fosse a conoscenza dei rischi. Si procede per epidemia colposa e al momento non ci sono indagati. La decisione della procuratrice Maria Alessandra Pelagatti, che ha affidato l'indagine all'aggiunto Paolo De Angelis arriva all'indomani della messa in onda su Rai3 dell'inchiesta giornalistica di Report sul "caso Sardegna". Nel servizio i consiglieri regionali di maggioranza Angelo Cocciu (Fi) e Giovanni Satta (Psd'Az) hanno affermato che la scelta del Governo regionale di prorogare l'apertura delle discoteche sin dopo Ferragosto, assicurando una boccata d'ossigeno ai gestori nel mezzo di una stagione turistica già gravemente compromessa, sia stata presa sulla base delle pressioni ricevute. D'altro canto, Dario Giagoni, capogruppo della Lega, non è stato in grado di confermare agli autori dell'inchiesta il contenuto del parere fornito dal Cts a supporto di una decisione politica assunta, in sostanza, anteponendo gli interessi economici a quelli sanitari. Nessun commento dal governatore Christian Solinas né dall'assessore alla Sanità Mario Nieddu. Vanno all'attacco i 5Stelle. La deputata Paola Deiana chiede le dimissioni di Solinas e della sua Giunta. «Per Solinas, Nieddu e Company - dice la parlamentare - la salute dei sardi è solamente merce di scambio».

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