Anglotedesco

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martedì 17 novembre 2020

In Calabria Gaudio commissario.Strada frena sul ticket:non esiste

 


di Francesco Grignetti 

Si chiude la telenovela sul commissario straordinario del governo per la sanità in Calabria. O forse no. Al mattino si dimette il commissario straordinario Giuseppe Zuccatelli, quello che ha retto appena una settimana, protagonista della clamorosa gaffe del «per prendersi il Covid devi fare lingua in bocca per 15 minuti». A sera, palazzo Chigi annuncia la formazione di un ticket: commissario di governo sarà Eugenio Gaudio, rettore uscente dell'università Sapienza, già preside di Medicina, cosentino anche se trapiantato a Roma. A dargli una mano Gino Strada, il fondatore di Emergency, incaricato di fronteggiare l'emergenza del Covid. Già in partenza questa soluzione partorita a palazzo Chigi è di una strana coppia. Il primo è un paludato accademico (come il premier), ha una lunga storia dentro le facoltà e nei consessi istituzionali, di area cattolica, accreditato come vicino all'Opus Dei, anche se da un anno è anche consigliere scientifico del ministro Speranza. La sua è una famiglia che pesa nel mondo accademico: suo fratello Carlo, anche lui ordinario alla Sapienza, è stato appena nominato alla guida dei centri di ricerca del ministero dell'Agricoltura su indicazione della ministra Teres Bellanova. Il secondo invece è un'icona della sinistra, anti-istituzionale, pacifista, brusco e idealista. Per convincerlo, Conte ha speso mezz'ora al telefono. Ma deve esserci stato un corto circuito. Appena sente che si fa il suo nome, Strada ci tiene a far sapere che non ha affatto dato il suo assenso. «Apprendo dai media - dice - che ci sarebbe un tandem Gaudio-Strada a guidare la sanità in Calabria. Questo tandem semplicemente non esiste. Ribadisco di aver dato al Presidente del Consiglio la mia disponibilità a dare una mano in Calabria, ma dobbiamo ancora definire per che cosa e in quali termini. Sono abituato a comunicare quando faccio le cose - a volte anche dopo averle fatte - quindi mi trovo a disagio in una situazione in cui si parla di qualcosa ancora da definire». Il ticket semplicemente non esiste, dunque. Perché Strada ringrazia il governo per la fiducia, ma al massimo concede: «Rinnovo la disponibilità a discutere di un possibile coinvolgimento mio e di Emergency su progetti concreti per l'emergenza sanitaria che siano di aiuto ai cittadini calabresi». A terremotare il ticket appena annunciato, peraltro, è la notizia che Gaudio è indagato da un anno dalla procura di Catania. Anche se a palazzo Chigi al riguardo mostrano calma olimpica e sostengono che la vicenda sia ad un passo dalla soluzione. Una storia tipica del mondo universitario italiano. Per un concorso dell'ateneo catanese, ci sono stati ricorsi, indagini, intercettazioni. Alla fine, ci sono 53 professori indagati. Per Gaudio, che faceva parte di una commissione, il reato ipotizzato è la «turbata libertà del procedimento». Nel settembre scorso, poi, il rettore Gaudio è stato interrogato in procura e pare avesse convinto che lui non c'entrava con il concorso truccato. Tanto è vero che la sua posizione era stata stralciata, preludio a una richiesta di archiviazione. Ma tant'è, al momento. La notizia precipita a scompaginare un difficilissimo equilibrio politico. I grillini e le Sardine fino all'ultimo hanno osteggiato la nomina di Gaudio e chiedendo Gino Strada. Nicola Morra, presidente dell'Antimafia, per un attimo esce dall'aplomb istituzionale: «Il professor Gaudio sarà sicuramente persona validissima, ma in Calabria, per tanti differenti motivi, tra questi la necessità di combattere con radicalità la'ndrangheta con le sue infiltrazioni nelle aziende sanitarie, non va bene». 

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