Anglotedesco

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giovedì 19 novembre 2020

Iva Zanicchi: "Ho lottato insieme a quegli angeli in tuta"


da LA REPUBBLICA del 19 novembre 2020.Silvia Fumarola

Il 9 novembre aveva annunciato su Instagram che era all’ospedale di Vimercate con i tubicini dell’ossigeno nel naso: «Ho la polmonite», spiegava Iva Zanicchi, «credo che mi cureranno bene, nel reparto del Tulipano rosso». Aveva ripreso gli infermieri «che vengono qui come gli astronauti, ma sono carini». «Iva sei un mito, ti guardavo con mia nonna». «Secondo voi morirò?» chiedeva la cantante.

«Noooo» rispondevano in coro i sanitari. Anche quando è stata dimessa, in un altro video era ancora circondata da medici e infermieri. Su Facebook il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, la ringrazia per aver "manifestato la volontà di donare il suo plasma iperimmune". Iva Zanicchi è tornata a casa, ha ancora un po’ di tosse: «Questo virus è una brutta bestia» racconta, «mi sto riprendendo piano piano, non sono ancora in forma, ho avuto la polmonite bilaterale. Ci vorrà un po’ di tempo. Il Covid mi ha lasciato spossata ma sono a casa mia, e stare a casa propria ti rincuora».

Ci racconta com’è andata?

«Ero piena di dolori alle anche e alle articolazioni, ma ho pensato: "Teniamo duro, passerà". Poi invece il virus è cambiato, mi è venuto un po’ di affanno, è iniziata la bronchite. Mi sono misurata la febbre, avevo 37.6.

Ho chiamato il medico, mi ha detto: "Comincia a prendere l’antibiotico".

Non sarei andata al pronto soccorso se non fosse stato per Alessandro delle Iene , che ha insistito: "Iva, guarda che se non se non respiri bene devi andare all’ospedale"».

In precedenza aveva mai fatto i controlli?

«Un mese fa avevo fatto il sierologico, l’esame del sangue. I valori dicevano che ero venuta a contatto col virus, ma asintomatica. Il medico mi ha detto: bene, hai gli anticorpi. Poi ogni volta che andavo ospite in tv facevo i tamponi, sempre negativi».

Come pensa di essersi contagiata?

«Secondo me a casa, come dicono gli esperti. Ce lo siamo attaccato in famiglia. C’erano i parenti, giravano i nipoti. Non c’è niente da fare, eravamo lì, tutti insieme».

Quindi l’hanno ricoverata.

«Ho passato nove giorni brutti. Sono stata nell’ospedale di Vimercate, che è nuovo, moderno, e vederlo fa bene al morale. Stanze con al massimo tre letti: io ero con mia sorella, siamo state ricoverate insieme. E ora anche mio fratello è lì, sta male».

È una donna combattiva, come ha reagito?

«Ho lottato, questo virus non ti molla. Sono grata agli infermieri e ai medici. Non sono eroi, sono professionisti. E sono angeli. Come fanno a lavorare con le soprascarpe, i grembiuloni, la visiera? Non possono andare in bagno a fare pipì, non possono bere.Ci rendiamo conto cosa significa lavorare in quelle condizioni? Ci vuole rispetto. Mi arrabbio quando sento dire che i pronto soccorso non sono intasati. Vorrei far vedere ai negazionisti cosa succede, la sofferenza nei reparti. Le persone col casco per respirare, le altre che sono gravi, messe a pancia sotto. È un’emergenza vera. Mia sorella è stata ore sulla brandina, ma i medici e gli infermieri la curavano. Non si sono mai fermati».

Oggi che si sentirebbe di dire?

«Che non bisogna mai abbassare la guardia: le mascherine vanno usate sempre. Se no facciamo del male a noi stessi e agli altri».

Ha ricevuto tante manifestazioni di affetto.

«È la cosa che mi ha commosso di più. Certamente pensavano che morissi.Un’ondata di amore così non me l’aspettavo, ringrazio tutti».

Come si organizzerà a Natale? I medici raccomandano massima prudenza.

«Il Natale è la mia festa, decoro la casa, se quest’anno devo farlo in ristrettezze, obbedirò. Atteniamoci alle regole e cerchiamo di dare un impulso all’economia perché la gente è alla fame, i negozi chiudono. Si spenderà solo per il cibo. Io dico: proteggiamoci e compriamo regali».

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