Anglotedesco

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martedì 10 novembre 2020

Joe Biden alza la voce: «Nulla ci fermerà»



L'impuntatura infantile con cui Trump si rifiuta di riconoscere la sconfitta elettorale «è imbarazzante per l'America, e non aiuterà la sua eredità storica. Però non avrà conseguenze su quello che avverrà da qui al 20 gennaio. Nulla ci fermerà». Così il presidente eletto Biden ha risposto ieri al predecessore, che con le cause legali sta cercando di sovvertire il risultato del 3 novembre, e al segretario di Stato Pompeo, che ha promesso una «transizione pacifica verso la seconda amministrazione Trump». Biden ha parlato della riforma sanitaria Obamacare, perché la Corte Suprema ha iniziato a discutere l'ennesima causa dei repubblicani per cancellarla. «La sanità - ha commentato Joe - non dovrebbe essere una questione partitica. È crudele che l'amministrazione voglia toglierla a milioni di americani in mezzo alla pandemia, ma dal 20 gennaio noi li proteggeremo».Tutta l'attenzione però si sta concentrando sul rifiuto di Donald di accettare la sconfitta, che paralizza il Paese. La legge non richiede un discorso di concessione, o la presenza del presidente uscente all'Inauguration per il passaggio pacifico dei poteri. Il problema però è che per condurre la transizione è necessario che la General Services Administration, l'agenzia che gestisce gli edifici federali, confermi l'elezione del nuovo capo della Casa Bianca e consegni i 6,6 milioni di dollari stanziati per questo processo. Ciò è necessario non solo per aprire gli uffici, iniziare a vagliare il personale ed assumerlo, ma anche per mettere i rappresentanti del governo entrante in contatto con quelli uscenti, e ricevere le informazioni di intelligence per avviare il lavoro della nuova amministrazione. Trump però ha ordinato di bloccare tutto e Emily Murphy, che lui ha messo alla guida della Gsa, si rifiuta di avviare la transizione. Biden ha detto di non essere favorevole a usare i mezzi legali per sbloccare la situazione, ma i suoi consiglieri stanno preparando cause. Ieri intanto ha continuato a lavorare al nuovo governo, ricevendo le congratulazioni di leader stranieri come Merkel, Macron, Johnson e Trudeau. Conte avrebbe dovuto parlarci in serata, oppure oggi. Pochissimi repubblicani però lo hanno riconosciuto, e il leader della maggioranza al Senato McConnell ha detto che «Trump ha il diritto di perseguire le vie legali».Il senatore democratico Coons ha detto che molti colleghi del Gop gli stanno chiedendo di fare in privato le congratulazioni a Biden, ma non possono farlo in pubblico per il timore di essere attaccati da Donald: «Il presidente - ha detto Joe - intimidisce il suo partito. Ma mi chiameranno». Poi si è rivolto a Trump, sorridendo: «Aspetto la sua telefonata». Altri, come Pompeo, hanno l'ambizione di candidarsi alla Casa Bianca, e non vogliono urtare Trump per ereditare fra 4 anni i suoi 70 milioni di voti. La strategia di Donald ha almeno tre obiettivi. Primo, cercare di rovesciare il risultato elettorale, magari arrivando fino alla Corte Suprema, ma ciò è molto difficile perché è sotto di troppi voti. Secondo, ritardare la certificazione della vittoria di Biden da parte dei 50 Stati, perché se quando il 14 dicembre si riunirà il Collegio Elettorale non ci sarà ancora un vincitore, la scelta del nuovo presidente passerà alla Camera. Questo giudizio però arriverà con un solo voto per ognuna delle 50 delegazioni statali, e avendo la maggioranza i repubblicani potrebbero riconfermare Trump, anche se ha perso. Terzo, contestare il risultato per creare il mito delle elezioni rubate, per potersi ricandidare nel 2024, lui o uno dei figli. Biden ha riso di Pompeo, e ha tranquillizzato così gli americani: «Nulla ci fermerà». 

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