Anglotedesco

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lunedì 16 novembre 2020

La dose ci sarà per tutti i cittadini ma l'Italia non si quando e come

 


Niccolò Carratelli 

Il vaccino arriverà per tutti, ma ancora non sappiamo esattamente quando né come riusciremo a distribuirlo. La disponibilità delle dosi si sta concretizzando con il passare dei giorni, basta sommare gli ordini già fatti o in fase di trattativa da parte dell'Ue, che sottoscrive gli accordi con le aziende farmaceutiche per conto degli paesi membri. Una volta fissato il totale, si procede alla ripartizione sulla base del numero degli abitanti. Ad esempio, l'Italia si è già vista assegnare 27 milioni di fiale del siero prodotto dalla coppia Pfizer-BioNTech. La commissione ha firmato un contratto con la multinazionale americana per la fornitura di 200 milioni di dosi, più un'opzione per altri 100 milioni. A Bruxelles hanno poi già sottoscritto un accordo con AstraZeneca, la multinazionale britannico-svedese che produce il vaccino ideato dall'università di Oxford, in collaborazione con la Ibrm di Pomezia. Prevista la consegna di 300 milioni di dosi, più un'opzione per altri 100 milioni. Per l'Italia potrebbero arrivarne oltre 50 milioni. Proprio ieri, inoltre, la presidente Ue Von der Leyen ha annunciato l'accordo con il gruppo tedesco Curevac per 405 milioni di dosi del loro vaccino, e anche l'imminente chiusura di un'intesa con Moderna. In corso contatti con la francese Sanofi e l'inglese Johnson&Johnson, che però stanno avviando solo ora la fase 3 della sperimentazione. Il governo conta di poter vaccinare, entro gennaio (ma più probabilmente a febbraio), un milione e 700mila persone: operatori sanitari, militari e forze dell'ordine, anziani ricoverati nelle Rsa, soggetti fragili come i malati cronici. Poi in primavera si allargherà la platea, man mano che saranno consegnate le dosi. Al momento sono stati stanziati in legge di bilancio 400 milioni, per creare un fondo ad hoc, anche se è difficile stimare il costo finale dell'operazione a carico dello Stato, visto che i vaccini hanno prezzi diversi: quello di Pfizer dovrebbe aggirarsi sui 20 euro a dose, per quello di AstraZeneca basteranno dai 2 ai 5 euro, peraltro con la necessità di una sola somministrazione. Comunque, se tutti i vaccini otterranno il via libera dell'Agenzia europea del farmaco e la tabella di marcia sarà rispettata, entro giugno in Italia potrebbero venire inoculate 70 milioni di dosi. Il compito di far funzionare questa campagna è affidato al Commissario per l'emergenza Covid Domenico Arcuri. È la sua squadra, supportata da un gruppo di esperti del ministero della Salute guidato da Gianni Rezza, che deve coordinare la macchina organizzativa e logistica: dal trasporto allo stoccaggio, dalla conservazione in sicurezza all'assegnazione alle varie aziende sanitarie. E ancora, l'individuazione dei centri di vaccinazione e del personale medico dedicato, forse anche militare, la costruzione di un sistema informatico per la gestione dei dati e la campagna informativa. Arcuri ha chiesto a tutte le regioni di presentare un proprio progetto, in teoria entro ieri, «ma molte ancora non l'hanno fatto», spiegano dallo staff del Commissario. Si pensa a grandi centri di stoccaggio con rapida consegna ai centri vaccinali regionali. C'è anche l'ipotesi di usare strutture come palestre, palasport o fiere per riuscire in pochi mesi a operare una vaccinazione di massa, come già previsto dalla Germania. Una delle criticità maggiori è legata alla temperatura di conservazione, perché la catena del freddo non può essere interrotta e, a seconda del tipo di vaccino, l'asticella sarà diversa. Ad esempio quello Pfizer deve essere mantenuto a meno 75-80 gradi, non così scontato. «Per la prima fornitura a gennaio Pfizer predisporrà apposite celle frigorifere - spiegano dallo staff di Arcuri - poi è ovvio che ci si dovrà organizzare sul territorio». Com'è ovvio che per vaccinare le persone serviranno le siringhe, ma non le classiche, potrebbero volerci quelle di precisione: perché alcune aziende farmaceutiche, per ridurre i tempi di consegna, confezioneranno il vaccino in fialette pluriuso (5-10 dosi ognuna) e sarà fondamentale poter prelevare la quantità giusta per ogni paziente, anche per evitare sprechi del prezioso siero. 

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