Anglotedesco

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lunedì 30 novembre 2020

La scorta usata dalla fidanzata.Indagini sul premier Conte

 


di Ilario Lombardo 

Prima un servizio delle Iene mai andato in onda sui canali Mediaset, poi un video che finisce sul sito Dagospia che spinge un'ex europarlamentare di Fratelli d'Italia, Roberta Angelilli, a presentare un esposto, datato 30 ottobre, contro il presunto uso privato della scorta del presidente del Consiglio da parte della fidanzata Olivia Paladino. Passa un mese e dalla Procura di Roma filtra la notizia di un'indagine per peculato a carico del premier che già oggi potrebbe essere trasmessa al Tribunale dei Ministri e che con tutta probabilità porterà all'inscrizione del capo del governo nel registro degli indagati. Ma per capire come si è arrivati sin qui, e per fare chiarezza tra versioni contrastanti, bisogna riavvolgere il corso degli avvenimenti e mettere ordine tra i fatti, partendo dalla mattina in cui tutto è avvenuto. Il 26 ottobre la compagna del premier si barrica nel supermercato di piazza Fontanella Borghese, nel pieno centro di Roma, a qualche centinaio di metri da Palazzo Chigi. Sta cercando di sfuggire alle telecamere del programma tv le Iene che la tallonano per chiederle conto dei presunti mancati pagamenti ai dipendenti del padre di lei, Cesare Paladino, proprietario dell'Hotel Plaza, e di altrettante presunte agevolazioni che sarebbero derivate da un decreto legge. Paladino ha con sé una borsa della palestra, un dettaglio che non passa inosservato all'inviato di Mediaset Filippo Roma, perché proprio il giorno prima era stato firmato il Dpcm che ha decretato la chiusura dei centri sportivi. La donna è nascosta nel supermercato quando, pochi minuti dopo, arriva un uomo della scorta del presidente del Consiglio. L'immagine è mossa, l'audio un po' soffocato ma la si sente dire: «Lascio qui la borsa». E l'uomo della sicurezza di Conte aggiungere: «Sì così io la porto a casa». L'agente vuole evitare che le telecamere riprendano l'ingresso di casa di lei, proprio lì di fronte. Questa è la storia documentata da un video. Si vedono la fidanzata, la scorta, un dipendente del supermercato che le dà una mano.Da qui in avanti le versioni delle ricostruzioni dei fatti divergono. Secondo un'informativa inviata al ministero dell'Interno, responsabile dell'organizzazione e degli uomini della sicurezza del premier, un agente si trovava in quel momento sotto l'abitazione della compagna perché Conte «era nell'appartamento». Attenzione, questo è un passaggio fondamentale: l'informativa afferma che il premier non era a Palazzo Chigi, «la scorta era in attesa del presidente quando i poliziotti si sono resi conto della concitazione a pochi metri e di un addetto al supermercato che chiede aiuto per una signora in difficoltà». Nessuna auto di scorta, come qualcuno ha ipotizzato, precisa la relazione al Viminale: «La signora Paladino è tornata immediatamente a casa che è lì a pochi metri» e «non c'è stato alcun intervento da parte di Conte che non era informato, tanto che ha saputo della vicenda soltanto quando è sceso». Dunque, Conte sarebbe stato in casa. Le Iene però la raccontano in maniera diversa. Due giorni fa, l'inviato Filippo Roma è stato sentito dai magistrati come persona informata dei fatti. Il fascicolo è in mano al pm della Capitale Carlo Villani. Roma racconta di essersi piazzato sotto casa di Paladino sin dalle sette del mattino e di non aver mai visto né gli agenti della scorta appostati di fronte, né autoblu. Dopo le 10.30 si fionda con la telecamera su di lei. La scorta interviene, marcandolo stretto mentre tenta inutilmente di rivolgere le domande a Paladino. Roma smentisce quanto scritto nell'informativa inviata al ministero dell'Interno: «Sarebbe molto grave se, in piena pandemia, il premier stesse ancora a poltrire in casa». Infatti, secondo lui, non è così e il premier non era in casa. Tanto più che alle 11.30 Conte era atteso in videocollegamento per commemorare la morte del giovane Willy. «Inoltre, la distanza era davvero minima dal portone di casa - ci spiega ancora Roma - . Se la scorta fosse stata lì sarebbero intervenuti subito, invece è passato qualche minuto. E poco prima ho visto Olivia mettersi al telefono». Parole che lasciano intravedere la possibilità che gli agenti si siano mossi da Palazzo Chigi dopo una chiamata. Passano cinque minuti e l'inviato delle Iene riceve, comunque, una telefonata da Rocco Casalino, portavoce del premier. Da quanto si apprende anche Casalino e altri membri dello staff, oltre ovviamente a Paladino, dovrebbero essere chiamati dai magistrati come persone informate dei fatti. L'esposto di Angelilli è del 30 ottobre. Da quanto risulta, Conte ha poi chiamato la leader di Fdi Giorgia Meloni per chiedere lumi su questa denuncia. Ma fino a ieri nessuno, o quasi, ne era al corrente. 

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