Anglotedesco

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giovedì 26 novembre 2020

Le Maire “L’Italia adotti la riforma del Mes per evitare nuovi choc”

 


da LA REPUBBLICA del 26 novembre 2020.Anais Ginori

«L’Italia è una grande nazione, la più vicina alla Francia in Europa dal punto di vista culturale, e sta affrontando le nostre stesse difficoltà: una crisi sanitaria di terribile violenza e un impatto molto brutale sulla vita economica». Bruno Le Maire arriva a Roma a poche ore dall’annuncio sulla progressiva uscita dal lockdown Oltralpe. «Non vogliamo affrettarci a riaprire troppo in fretta per non rischiare un peggioramento della situazione sanitaria » spiega il ministro dell’Economia e delle Finanze in un colloquio nel quale affronta i temi del momento, dallo stallo sul Recovery Fund alla proposta di cancellare il debito Covid, alla Digital Tax che potrebbe continuare ad alimentare tensioni con gli Stati Uniti.Le Maire, 51 anni, cresciuto nella destra moderata, è uno dei politici più in vista della maggioranza di governo. Dal 2017, quando è stato chiamato nell’esecutivo da Emmanuel Macron, ha lavorato per consolidare l’asse con Berlino ma è stato anche un instancabile pontiere con l’Italia. «Ho sempre voluto rafforzare i legami tra i nostri Paesi» racconta. «Appena c’è stata una difficoltà, una crisi, sono venuto per spiegare la posizione francese, per evitare malintesi e rilanciare la cooperazione ».Nell’incontro previsto oggi con Roberto Gualtieri lo spinoso tema del Mes sarà inevitabile. «È essenziale che la riforma del Mes sia definitivamente adottata e ratificata» dice il ministro. «Credo che la situazione migliorerà dal punto di vista sanitario ed economico ma la nostra responsabilità è anche anticipare nuovi choc». La riforma del fondo Salva-Stati, su cui l’Italia aveva messo un veto, rappresenta secondo il ministro francese una sorta di «polizza vita» e una «ulteriore rete di sicurezza per il settore bancario e quindi per tutti i risparmiatori europei». Le Maire sta ben attento a non commentare il tabù che esiste tra i 5 Stelle sull’eventuale utilizzo del “Mes sanitario”. «Non ho consigli per i miei amici italiani. Siamo nazioni sovrane - osserva ma abbiamo fatto in modo che l’accesso al Mes non stigmatizzi nessuno e non ponga condizioni inaccettabili per nessun Paese».Al centro delle consultazioni con Gualtieri ci sarà anche un altro veto da superare, quello di Ungheria e Polonia sul Recovery Fund. «Mi rammarico profondamente di questo stallo che non è nell’interesse di nessuno», commenta Le Maire senza escludere un accordo a 25 Paesi. «Se necessario, esamineremo tutti i mezzi possibili». A proposito dei ritardi del governo italiano nel presentare il piano per accedere ai fondi di Next Generation Eu, il ministro mostra cautela. «È sempre difficile progettare un piano di rilancio con progetti che possano essere spesi velocemente. Anche per me oggi la vera sfida è usare bene i soldi con progetti che corrispondono alle nostre ambizioni economiche, ecologiche e sociali».Di tempo però ne è rimasto poco. Il pericolo, spiega il ministro, è che nella corsa mondiale alla ripresa l’Europa sia «declassata» rispetto a Cina e Stati Uniti. «Ogni settimana, ogni giorno che perdiamo per aumentare la produttività economica è un errore politico», avverte. Le Maire insiste sulla necessità di superare la crisi «affermando un modello economico europeo sovrano ». E se l’Ue ha imparato dalla crisi finanziaria del 2008, cercando ora di compensare lo choc asimmetrico tra i Paesi dell’eurozona, esiste oggi una nuova minaccia : «Vedere crescere divergenze tra alcuni settori ». Il turismo, così come l’industria aeronautica e i servizi in generale, sono in una situazione «drammatica» secondo Le Maire.Parigi vuole avviare una riflessione al livello europeo su un «sostegno più specifico» dell’Ue per alcuni comparti. Niente di definito ancora, ma l’Austria ha già chiesto per esempio all’Ue di partecipare ai ristori per le stazioni sciistiche in caso di serrata. Macron si è allineato con Conte per la chiusura degli impianti durante le feste. «Per i professionisti del settore - commenta è ovviamente un’enorme perdita di guadagno, qualcosa di molto difficile da vivere». Sull’idea di cancellare il debito pubblico legato alla crisi del Covid esprime forte reticenza: «Penso che questo debito debba essere trattato separatamente, perché deriva da una situazione eccezionale, ma che debba essere rimborsato ». In Francia il debito pubblico salirà al 120% del Pil, con un balzo di venti punti. «Abbiamo un orizzonte di rimborso per questo debito Covid al 2042. La cancellazione è fuori discussione perché non sarebbe il messaggio giusto da inviare agli investitori, ed è essenziale che l’Ue rimanga attraente per gli investitori».Le Maire incontra stamattina anche il ministro Stefano Patuanelli per fare il punto sulle collaborazioni industriali e coinvolgere di più l’Italia in alcuni piani franco-tedeschi come quello sulla produzione di batterie elettriche o sull’idrogeno verde. È invece in alto mare l’alleanza tra Fincantieri e Chantiers de l’Atlantique, più volte rimandata e ora sotto la lente dell’Antitrust europeo. «Aspettiamo la decisione della Commissione » taglia corto Le Maire che ha sempre difeso l’operazione. Laconica anche la risposta sul conflitto che oppone Vivendi a Mediaset. «È una vicenda privata» dice il ministro che pure vede di buon occhio una Netflix europea. «Sono favorevole ma deve essere realizzata tra attori privati e sulla base di un’intesa». Trovare sponde di collaborazione è tanto più importante, prosegue, visti i tanti conflitti commerciali che l’Europa deve affrontare anche con gli Stati Uniti, su Boeing e Airbus o sulla Digital Tax. Il governo francese ha confermato che dal 2020 le grandi piattaforme dovranno versare la tassa digitale. È uno dei primi argomenti, non il più semplice, che Le Maire vuole discutere con Janet Yellen, la nuova segretaria del Tesoro Usa.

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