Anglotedesco

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martedì 10 novembre 2020

L'Ue avverte: «I piani nazionali da presentare entro novembre»



di Marco Bresolin 

Venti giorni di tempo per predisporre i piani nazionali di vaccinazione contro il Covid19. La Commissione europea intensifica il pressing sui governi per spingerli ad accelerare la predisposizione dei documenti che saranno passati in rassegna da Bruxelles «entro la fine di novembre». L'appello è scritto in una lettera che la commissaria alla Salute, Stella Kyriakides, ha inviato a tutti i ministri nei giorni scorsi: gli Stati dovranno definire con largo anticipo tutti gli aspetti logistici legati a conservazione, distribuzione e somministrazione vaccini. Inclusa l'indicazione di chi avrà la priorità.Oggi la Commissione presenterà un piano per una maggiore integrazione Ue in campo sanitario, dotando di maggiori poteri l'Agenzia europea del farmaco (Ema) e il Centro europeo per il controllo e la prevenzione delle malattie (Ecdc). E firmerà un contratto con Pfizer e BioNTech per assicurarsi fino a 300 milioni di dosi del loro vaccino, ad oggi il più vicino al mercato. Bruxelles le distribuirà ai Paesi Ue in base alla popolazione: per l'Italia 40 milioni di dosi, sufficienti a vaccinare 20 milioni (servono due iniezioni a distanza di 21 giorni). Ma per averle tutte bisognerà attendere vari mesi: le due aziende hanno annunciato che produrranno 50 milioni di dosi entro il 2020 «a livello globale».Per i governi del Vecchio Continente è fondamentale definire con chiarezza i gruppi prioritari. La Commissione ha inserito in una comunicazione alcune linee-guida per individuare le categorie destinate ad avere una corsia preferenziale: oltre agli operatori sanitari, agli over 60, a chi è affetto da altre patologie e ai lavoratori essenziali (come forze dell'ordine o insegnanti), Bruxelles suggerisce di vaccinare con priorità anche i carcerati e chi vive in campi profughi perché si tratta di «comunità in cui è impossibile il distanziamento».L'esecutivo Ue invita poi i governi a prendere «in considerazione nuovi programmi di assunzione e formazione, col potenziale coinvolgimento di studenti e personale in pensione» per eseguire le vaccinazioni. Si incoraggiano i Paesi «a valutare la possibilità di fornire gratis i vaccini» e a predisporre campagne per garantire «chiarezza e tempestività nell'accesso alle informazioni». Ma anche per «contrastare la disinformazione e rafforzare la fiducia del pubblico nei vaccini». Ciò perché «negli ultimi tempi la mancanza di fiducia ha determinato un'adesione insufficiente ai vaccini fondamentali per l'infanzia e l'insorgere di nuovi focolai di malattie prevenibili, come il morbillo».Per accelerare i tempi, l'Ue ha deciso di riportare le indicazioni sulle etichette solo in inglese, ma le case farmaceutiche dovranno tradurle in tutte le lingue sui foglietti distribuiti separatamente. 

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