Anglotedesco

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venerdì 13 novembre 2020

Manovra da 38 miliardi ma non basta.Servirà altro deficit per dare i ristori

 



Paolo Baroni 

Con quattro settimane di ritardo rispetto alla prima approvazione «salvo intese» da parte del governo la legge di Bilancio 2021 finalmente inizia a prendere forma. Stando ad una prima bozza uscita ieri la manovra vale in tutto 37, 9 miliardi di euro: 22 miliardi di maggior deficit, 15 di fondi europei ed appena 4 destinati a sostenere ancora le imprese a fronte del protrarsi della crisi- Covid. Pochi se si considera che solamente gli ultimi due decreti sui ristori di miliardi in tutto ne mobilitano 8. La manovra per il prossimo anno, che nelle intenzioni del premier Conte e del ministro dell'Economia Gualtieri sarebbe dovuta arrivare in Parlamento nella giornata di ieri o al più tardi oggi, ma che molto più probabilmente verrà trasmessa al Parlamento domenica sera, nasce insomma già chiaramente inadeguata per affrontare un 2021 che si presenta tutt'altro che facile. Tant'è che già la prossima settimana, in parallelo con l'avvio dell'esame parlamentare, si dovrà affrontare il problema di un nuovo scostamento di bilancio. Secondo Renato Brunetta di Forza Italia per sostenere l'economia oggi servirebbero 50 miliardi di deficit in più: 20 quest'anno e 30 il prossimo. In realtà, mentre per quest'anno un eventuale decreto «ristori ter» di cui si parla con sempe maggiore insistenza potrebbe attingere un altro miliardo (o al massimo due) dagli avanzi di spesa. Per il 2021 l'ipotesi più accreditata fissa invece l'asticella attorno 20 miliardi. Insomma un punto abbondante di deficit in più rispetto al 7% fissato nell'ultima nota di aggiornamento. Ieri il presidente del Consiglio Conte, in un dialogo a distanza col segretario della Cgil Landini in apertura della tre giorni che il sindacato dedica al futuro del Paese, ha confermato che «con la manovra siamo in dirittura d'arrivo. La stiamo per inoltrare alle Camere - ha spiegato - ed ora inizia un confronto serrato con le parti sociali già da lunedì». Quindi ha ribadito che il 2021 «sarà l'anno della riforma fiscale e tributaria e sarà anche l'anno della riforma delle politiche attive del lavoro e degli ammortizzatori», dicendosi poi disponibile ad allargare il confronto anche al Recovery fund. In tutto sono oltre 240 gli articoli che compongono lo schema finale della legge di bilancio, suddivisi in 21 capitoli, dal fisco agli investimenti, dalle politiche sociali a sanità e lavoro, dal Recovery fund a infrastrutture e trasporti, e poi ancora Regioni e Pa. La struttura portante è quella deliberata dal Consiglio dei ministri il 18 ottobre a partire dalla proroga della cassa integrazione (5, 3 miliardi) e dai nuovi fondi per i ristori sino alla conferma delle misure a favore delle imprese e del taglio del cuneo fiscale. Ci sono poi 3 miliardi per far decollare l'assegno unico per i figli che salgono a 5, 5 nel 2022 e che sommati ad altri 2, 5 legati alla delega consentono a tutti gli effetti di avviare la riforma dell'Irpef potendo contare su una dote iniziale di 8 miliardi di euro. Sempre il tema di tasse sale al 25% l'accisa sulle sigarette elettroniche e viene confermato il rinvio a luglio di plastic e sugar tax. Ci sono poi 400 milioni in più per i rinnovi dei contratti della Pa, 2, 5 miliardi in quattro anni per progetti legati al Green new deal e 4 miliardi in più, spalmati in 10 anni, per il Reddito di cittadinanza. Importante, ma inevitabile, anche l'impegno sul fronte della sanità con lo stanziamento destinato al Servizio sanitario nazionale che sale a quota 121, 4 miliardi e più risorse per pagare medici e infermieri. -

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