Anglotedesco

Anglotedesco

martedì 17 novembre 2020

Manovra, gli statali in sciopero.La ministra: «Bloccano il Paese»


di Luca Monticelli 

La svolta su assunzioni e contratti non c'è. I lavoratori del settore educativo, della sicurezza, medici e infermieri meritano un rinnovo «dignitoso» che la legge di bilancio non garantisce. Si rompe la tregua tra sindacati e governo, costruita grazie all'intesa raggiunta sul blocco dei licenziamenti, con i rappresentanti della Funzione pubblica che proclamano lo sciopero nazionale il 9 dicembre. I 400 milioni di euro aggiuntivi previsti in manovra, che portano a 3, 8 miliardi lo stanziamento complessivo per la tornata contrattuale del triennio 2019-2021, non hanno convinto le organizzazioni sindacali che già avevano dichiarato lo stato di agitazione. L'aumento medio mensile di 100 euro lordi in busta paga non viene accettato perché, spiegano i sindacalisti, dopo un decennio di blocco l'esecutivo si era impegnato ad aumentare di più i salari. Le categorie di Cgil, Cisl e Uil hanno deciso di incrociare le braccia «preso atto dell'esito del confronto con il governo». Una decisione sostenuta dai segretari generali Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Pierpaolo Bombardieri che in una nota hanno criticato Palazzo Chigi per essere stati convocati solo dopo l'approvazione della manovra da parte del Consiglio dei ministri, «a scelte fatte». È necessario, attaccano i leader, «incrementare le risorse finanziarie per i contratti pubblici, insufficienti per un rinnovo dignitoso e capace di avviare una reale riforma e digitalizzazione della pubblica amministrazione. I settori della Pa, soprattutto in questa fase, devono essere rafforzati per contrastare il progressivo impoverimento a cui negli anni che abbiamo alle spalle sono stati sottoposti». Secondo Cgil, Cisl e Uil non è più rinviabile «un piano di assunzioni che consenta soprattutto nei settori più esposti - sanità, istruzione e servizi educativi - di rispondere agli effetti più pesanti dell'emergenza sanitaria e sociale». La ministra Fabiana Dadone rimane «attonita» e spiega che sta lavorando con il Mef per trovare nuove risorse, giudicando comunque «esagerato» lo sciopero. Secondo Dadone l'esecutivo sta provando a «difendere il Paese in questa guerra, eppure qualcuno pensa di bloccare l'Italia e mettere a rischio la fragile tenuta sociale. Ciascuno si assumerà le proprie responsabilità». Anche i 5 stelle fanno quadrato e rispondono duramente definendo «lunare» e «fuori dal mondo» la protesta sindacale in questa fase, con la pandemia che sta mettendo in ginocchio autonomi e partite Iva. A stemperare i toni ci pensa il titolare del Tesoro: «I sindacati fanno il loro mestiere e chiedono di più, ma il governo deve guardare a un equilibrio più generale - osserva Roberto Gualtieri - la legge di bilancio arriva in Parlamento proprio per essere migliorata ed emendata, il confronto con le parti sociali continua». 

Nessun commento:

Posta un commento