Anglotedesco

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lunedì 16 novembre 2020

Mes, sinistra e 5S con Sassoli il Tesoro frena: non fattibile

 


da LA REPUBBLICA del 16 novembre 2020.Giovanna Casadio

«Sassoli? Ha detto quello che noi abbiamo sempre detto». Per i 5Stelle è la nota giusta suonata al momento giusto. La sottosegretaria agli Affari europei, la grillina Laura Agea ammette che il modo per uscire dallo stigma, dalla cattiva reputazione che incassare quei 37 miliardi di Mes rappresenterebbe per l’Italia secondo il Movimento, è imboccare la strada indicata dal presidente dell’europarlamento, il dem David Sassoli. «Se si riforma lo strumento Mes, allora ne possiamo parlare», assicura. L’intervista di Sassoli a Repubblica , in cui lancia un pacchetto di proposte shock per la Ue – dalla cancellazione da parte dell’Europa dei debiti accumulati dai governi per rispondere al Covid, al nuovo Mes gestito direttamente dalle istituzioni europee, agli eurobond permanenti fino alla riforma dei trattati per eliminare il diritto di veto – ha l’effetto di un sasso gettato nello stagno.Nella maggioranza giallo-rossa i grillini e la sinistra apprezzano e rilanciano. Cautela dei Dem. Il viceministro all’Economia, del Pd, Antonio Misiani avverte: «Sono proposte coraggiose: è un percorso di lavoro per i progressisti di tutta Europa. Ma dal punto di vista della fattibilità politica bisognerà vincere molte resistenze ». Soprattutto sul Mes, Misiani frena: «È evidente che se il Mes fosse incardinato in una dimensione comunitaria e non intergovernativa sarebbe meglio. Ma la crisi è qui e ora e noi dobbiamo valutare l’utilizzo delle risorse che abbiamo a disposizione adesso». Avere i soldi del Mes da investire in sanità subito è una battaglia che il segretario dem Nicola Zingaretti si è intestato, in uno scontro con i 5S che sono contrari.Ma Sassoli definisce «anacronistico » lo strumento Mes così com’è. Invita a non lasciare quei 400 miliardi complessivi di risorse europee, a patto però di prevedere una discontinuità che renda quello strumento comunitario, non più intergovernativo. Una risposta indiretta a Sassoli arriva anche dall’ex premier e commissario Ue all’Economia Paolo Gentiloni: «Noi possiamo fare tutte le discussioni ma che l’Italia abbia un alto livello di debito non può essere cancellato…è ovvio che dobbiamo rivedere le nostre regole ma non significa che questa questione possa essere cancellata». Avvertenza che è anche quella della leader di +Europa, Emma Bonino, secondo la quale le dichiarazioni di Sassoli «rischiano di suscitare equivoci pericolosi»: se «le linee di credito del Mes fossero comunitarie sarebbe meglio, ma in ogni caso rimangono debiti in carico ai Paesi che ne beneficiano». E «i debiti gratis non esistono, come non esistono i pasti gratis». Sui social il dibattito si accende. Carlo Calenda, eurodeputato, di Azione, boccia la proposta: «Va spiegato in che modo, perché se cancelli i debiti i creditori vanno a gambe all’aria». Giudizio positivo del ministro del Sud, Peppe Provenzano («Un percorso che deve essere nell’agenda progressista»), dell’ex premier Enrico Letta, dei dem Maurizio Martina e Lele Fiano, del segretario di Si, Nicola Fratoianni, di Francesco Laforgia.

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