Anglotedesco

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martedì 10 novembre 2020

Morti record e 18mila sanitari infettati.Emilia, Veneto e Friuli verso la stretta

 



di Carlo Bertini 

A poco a poco il cerchio si stringe e le regioni cambiano colore. La cartina dell'Italia da domani potrebbe vedere la Campania tra le zone rosse e altre tre regioni passare dal giallo all'arancione, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna e Veneto. Dichiarate tutte in alert dall'Istituto superiore di sanità, «entrate in scenario 4, a rischio moderato con alta probabilità di progressione». Per questo, le regioni del nord anticipano la stretta. Oggi Stefano Bonaccini vedrà i sindaci e poi i governatori di Friuli e Veneto. Sub judice, ci sono i parchi commerciali che aggirano la chiusura del week end dicendo che sono sfilze di negozi, le strade dello shopping e della movida che si sono riempite, complici i 20 gradi e il caldo. Che ha fatto inondare di gente i lungomare adriatici, che saranno oggetto di limitazioni, con un accordo dei territori lungo tutta la costa. Non dovrebbero essere toccati bar e ristoranti. L'escalation dei morti Del resto il virus non si ferma e conquista posizioni: ieri ha infettato oltre 35mila persone, ne ha uccise 580, mai così tante dal 14 aprile. Ed ha contagiato 18 mila operatori sanitari, un dato oltre 12 volte superiore a quello del mese scorso, che fa pensare a epidemie ospedaliere. Ma c'è anche una lenta decelerazione dell'indice di trasmissibilità. «L'Rt ha mostrato un rallentamento», dice Silvio Brusaferro dell'Iss, parlando però anche di una probabile saturazione entro un mese delle terapie intensive in tutta Italia. Lockdown invocato da molti Ma a sentire l'ala più rigorista del governo, che vede in Dario Franceschini e Roberto Speranza le punte di diamante, non si starebbe discutendo se mettere da lunedì prossimo tutto il paese in lockdown totale. Ormai si è scelta la strada delle "zone colorate" e al massimo potrà capitare che altre regioni via via passino al regime rosso. «Se tra due settimane l'escalation dei dati non si arresterà, non si potrà fare altro, tenendo aperte fabbriche, uffici e aziende», allarga le braccia un sottosegretario con voce in capitolo. «Se la situazione precipita, non va esclusa la chiusura delle scuole», è dunque la nuova posizione del Pd. «Il governo tra pochi giorni dovrà mettere tutta Italia in lockdown», prevede il governatore dell'Abruzzo, Marsilio. Focus su Campania e Sardegna La Campania in tutto ciò fa storia sè: gli ispettori del ministero della Salute sono stati spediti fisicamente in giro nei pronto soccorso per stilare un rapporto da cui dedurre se c'è discrasia tra i dati forniti dalla regione e la realtà delle cose. Cioè se i dati non tengano conto di un aumento della pressione sulle strutture sanitarie denunciato da più parti. Non ultimo, dal sindaco di Napoli Luigi De Magistris, convinto che «qualcosa non torna». «Campania zona rossa per due settimane», chiede l'ordine dei medici. E parte pure un'inchiesta in Sardegna per epidemia colposa dopo un servizio di Report sull'apertura delle discoteche decisa dalla regione. Nel frattempo, le altre regioni "segnalate", si organizzano appunto da sole. Stefano Bonaccini si sta coordinando con i presidenti di Veneto e Friuli, Zaia e Fedriga, per anticipare una serie di restrizioni alla mobilità ancor prima di essere «deferiti» in zona arancione. Ed è proprio per far rispettare le regole, anche dopo le denunce di membri del governo sui controlli e sulle mascherine, che il Viminale ha diramato una circolare ai prefetti. «Contingentamento degli accessi in strade e piazze e chiusura temporanea di specifiche aree pubbliche o aperte al pubblico, in cui sia impossibile assicurare adeguatamente il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro». Queste le disposizioni, difficili da far rispettare. 

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