Anglotedesco

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domenica 15 novembre 2020

Napoli in un silenzio irreale:«Pochi furbi, è come a marzo»

 



di Flavia Amabile

Quelli che ci provano, e fanno finta di non aver capito che cosa sta succedendo, non mancano mai, ma sono casi da contare sulla punta delle dita. La gran parte di Napoli si è svegliata ieri mattina in un silenzio surreale che ha riportato indietro la lancetta del tempo alla primavera. Deserto il lungomare presidiato da camionette militari e percorso da ambulanze in un'atmosfera da conflitto bellico in corso. Svuotate via Toledo e Spaccanapoli. Chiuse le botteghe di san Gregorio Armeno che fino a un anno fa in una domenica di novembre avrebbero radunato folle di persone alla ricerca di un pastore particolare per impreziosire il presepe. Vuoto e silenzio anche al Vomero e a Chiaia dove sabato si è scatenata la ressa per l'ultimo caffè e l'ultima birra in libertà. Ieri a popolare il paesaggio, solo rider che sfrecciavano, bici, runner, cani al guinzaglio, posti di blocco. È anche domenica: la gran parte dei negozi è rimasta chiusa, qualche bar e qualche pasticceria hanno aperto per un caffè e una pastorella d'asporto ma tra mille perplessità. «Non passa nessuno, anche con la migliore buona volontà c'è poco da sperare», commenta Diletta, della rivendita di Sfogliatelle Mar in via Toledo. In questo vuoto diventa ancora più evidente ogni eventuale tentativo di forzare le regole. Due persone sono arrivate dal comune di sant'Anastasia a comprare dolci e bere il caffè come in una domenica qualsiasi al Borgo Vergini, ai margini del quartiere Sanità. La polizia municipale le ha scoperte e multate. I più disorientati sono i pochi anziani che decidono di uscire e di misurarsi con le regole solo in parte uguali alla scorsa primavera. La signora Giuliana cammina da sola lungo via Chiaia: sta tornando dalla messa. I vigili le rispondono che anche per la messa serve l'autocertificazione. Molto difficile anche la vita dei bambini che in Campania non stanno andando a scuola a differenza di quanto accade nel resto d'Italia, anche nelle zone rosse. La signora Luciana ha portato in giro il bambino di sette anni lungo via Petrarca per fargli prendere una boccata d'aria. Il piccolo con un'espressione seria le ha chiesto: «Mamma, perché mi hai iscritto in una scuola senza amici?». I più disinvolti sono un gruppo di giovani che ha deciso di organizzare una partita a calcio in piazza Mercato, luogo storico della città fornito di un ampio spazio dove in passato si sono tenute rivolte e decapitazioni ma dove non manca mai pure una palla. La partita è stata denunciata da Francesco Emilio Borrelli, consigliere regionale di Europa Verde che ha diffuso le immagini che mostrano non solo i ragazzi che giocano, ma anche diverse persone a bordo campo che assistono «noncuranti del pericolo del virus e del pericolo di diffondere il contagio nelle proprie famiglie», dice Borrelli. Non solo. «Sono stati segnalati assembramenti di immigrati in Piazza Garibaldi mentre, immancabili, sono stati all'opera i parcheggiatori abusivi all'esterno di alcuni supermercati», prosegue Borrelli. «Queste violazioni dimostrano che c'è sempre una parte della popolazione che se ne frega delle regole. In ogni caso - nota e - oggi abbiamo registrato una riduzione dell'80% delle segnalazioni di violazioni che ci arrivano sulla linea diretta WhatsApp coi cittadini» . 

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