Anglotedesco

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mercoledì 11 novembre 2020

NIGEL FARAGE:"Trump battuto è un colpo al populismo ma non un disastro. Alla fine vinceremo noi"




da LA REPUBBLICA dell'11 novembre 2020.Intervista di Antonella Guerrera

È il re del populismo britannico, il padre spirituale della Brexit, uno dei pochi amici di Donald Trump. Nigel Farage, 56 anni, è tornato pochi giorni fa in Inghilterra dopo aver partecipato in Arizona agli ultimi comizi del presidente americano uscente. Ora racconta a Repubblica perché, dopo la sconfitta di Trump, «il populismo mondiale subirà un contraccolpo, certo. Ma alla fine la spunterà.Anche in Italia».

Intanto, Farage, Trump ha perso.

«Vedremo. Il voto postale è da sempre veicolo di truffe, intimidazioni, corruzione. Ma Donald deve corroborare le sue accuse con prove inconfutabili. Le stanno cercando: sinora abbiamo ricevuto tante segnalazioni di elettori che non hanno potuto votare perché per il sistema erano morti o già votanti. Il distacco in vari stati è intorno all’1%, ci sono le basi per i ricorsi».

Quindi per lei fa bene Trump a non ammettere la sconfitta?

«Non sappiamo l’entità delle irregolarità ai seggi. Ma certo, il team Trump deve trovare rapidamente delle prove.Altrimenti, Donald dovrebbe accettare il risultato».

Trump è stato per anni la stella polare del populismo nel mondo.La sua caduta che effetti avrà su questi movimenti di destra radicale in Occidente?

«Il voto americano è stato incredibilmente in bilico, nonostante i sondaggi dessero Biden avanti di molti punti. I repubblicani manterranno il Senato, hanno ottenuto oltre 71 milioni di voti, record di sempre per loro, e hanno fatto breccia tra latinos e afroamericani, il che ci insegna una lezione: ora i populisti dovranno essere più multietnici. Ma il "brand" Trump in America resta eccezionale. Non mi stupirebbe che Donald si ripresentasse alle elezioni del 2024. Quindi non illudetevi: questo è un contraccolpo per il populismo nel mondo, perché Trump ne è stato l’alfiere.Ma non è un disastro. Alla fine la spunteremo noi».

Perché?

«Perché la lotta delle democrazie nazionali contro il globalismo e i suoi poteri forti è solo all’inizio. I temi e le nostre battaglie restano le stesse, Biden o meno. Anche in Italia, dopo anni di "quiete", credete che la permanenza nell’euro sia oramai assicurata?».

Ma persino Salvini non parla più di "Italexit".

«Lo vedremo. In Italia i populisti hanno avuto alti e bassi. Ma a lungo termine gli euroscettici avranno la meglio anche da voi. Non resisterete a lungo, governati da Bruxelles e incastrati in una moneta unica che ha dimostrato di essere catastrofica per l’economia italiana. Il problema si ripresenterà presto e gli italiani si renderanno conto che l’euro è stato un errore madornale. A quel punto qualcuno dovrà occuparsene, Salvini o chi per lui».

Intanto la prima vittima della caduta di Trump potrebbe essere un’altra clamorosa vittoria populista: la "sua" Brexit.

«Biden vincitore è un ottimo risultato per Bruxelles e i globalisti: privilegerà Francia e Germania, non il Regno Unito. Senza Trump, un accordo commerciale Uk-Usa sarà molto complicato per Johnson. È un brutto colpo per gli anti Ue. Ma la Brexit è oramai irreversibile. E neanche Biden potrà farci niente».

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