Anglotedesco

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martedì 17 novembre 2020

Parigi annuncia: picco superato. Ma l’Oms chiede «guardia alta»

 



da ILCORRIERE DELLA SERA del 17 novembre 2020.Irene Soave

«Tutto lascia pensare che abbiamo passato un picco»: così il ministro francese della Salute, Olivier Véran, ha comunicato in un’intervista che il confinément disposto il 30 ottobre dall’Eliseo sembra funzionare. Da dieci giorni le nuove diagnosi diminuiscono (ieri ancora 9.400 al giorno, ma meno dei 20 mila casi al giorno di due settimane fa). «Ma è presto per cantare vittoria». E ieri sera, a poche ore dal cauto ottimismo di Véran, il 96,5% dei posti in terapia intensiva nell’Île-de-France risultavano occupati e i ricoverati in tutto il Paese erano 33.497, massimo storico.Un richiamo a mantenere alta la guardia viene anche dall’Oms. Di fronte a un numero di casi registrati nel mondo che supera i 54 milioni (e 1,3 di morti), e alla notizia «incoraggiante» dell’avvicinarsi della disponibilità di un vaccino, il presidente dell’Organizzazione Thedros Adhanom Ghebreyesus — dall’ufficio di Ginevra per la prima volta dopo 17 giorni in autoisolamento, per contatti con un positivo — ha ammonito a «evitare di rilassarsi», a difendere il primato della lotta al Covid-19 sulla riapertura delle economie, «perché il laissez-faire le distrugge, le economie», e ha ricordato le «esplosioni» attualmente in corso in Europa e Stati Uniti.

«Esplosioni»: in effetti, anche se ieri Russia e Iran hanno registrato i loro massimi storici di nuovi contagi dall’inizio della pandemia (rispettivamente 22.700 e 13 mila in 24 ore), la situazione in Europa e America non è incoraggiante.Gli Stati Uniti hanno raggiunto ieri gli 11 milioni di contagi complessivi; solo 7 giorni prima avevano raggiunto i 10 milioni. E se il presidente uscente Trump ha promesso che non farà «mai, mai nessun lockdown» contro quella che continua a definire «The China Plague», la peste cinese, le amministrazioni di diversi Stati e città impongono restrizioni locali. Philadelphia proibisce di riunirsi in casa, i governatori di Michigan e New Jersey annunciano nuove chiusure, la task force antivirus del Missouri lancia l’allarme: gli ospedali tra due settimane saranno pieni.Non si tira il fiato nemmeno in Europa. Persino la Svezia, pur ferma nella strada di non vietare nulla, introduce le prime eccezioni: da ieri sono vietati i raduni pubblici di più di 8 persone, mentre prima erano un massimo di 300.In Belgio, dove il 61% delle morti per Covid-19 sono avvenute in case di riposo, Amnesty International denuncia che le autorità hanno «abbandonato» i più anziani. Il governo irlandese, alle prese con un continuo aumento dei contagi nonostante un lockdown duro a cui l’Irlanda è stata la prima d’Europa a tornare, già a metà ottobre, chiede agli expat di non rientrare per Natale, per non «importare il virus»; il chief medical officer Tony Holohan rimprovera «troppo rilassamento» ai cittadini, insofferenti dopo più di un mese di chiusura e sempre meno obbedienti.In Germania, dove pure il governo centrale indica una «stabilizzazione» dei contagi, le richieste di una nuova stretta da parte di Angela Merkel ai ministri presidenti dei 16 Länder sono state respinte, e «nuove decisioni» rinviate alla prossima settimana. Scuole e asili aperti, raccomandazione a non uscire, vietate le gite; ma i governatori hanno rifiutato ieri, ad esempio, il ventilato obbligo di mascherine nelle scuole. Distende un po’ gli animi una pubblicità progresso in cui un anziano del futuro ricorda «l’eroico inverno del 2020. Avevo 22 anni. Il futuro del Paese era nelle nostre mani e noi facemmo quel che ci venne chiesto». Cioè stare sul divano a guardare Netflix. Ma «con pazienza e coraggio». Doti alla prova in tutta Europa.

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