Anglotedesco

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domenica 15 novembre 2020

Per Landini è l'ora del dialogo :«Patto con imprese e governo»

 


«Confindustria? Il mio problema è cercare accordi in grado di migliorare la condizione delle persone che rappresento. Siamo arrivati alla conclusione che da soli non siamo in grado di migliorare la situazione», spiega Maurizio Landini concludendo la tre giorni di "Futura 2000", confronto su lavoro, ambiente e innovazione. Il segretario generale della Cgil prima torna sul confronto col presidente di Confindustria Carlo Bonomi di sabato, e sul tentativo di costruire un fronte comune in vista delle prossime sfide, e poi fissa i paletti col governo, sulla legge di Bilancio che inizia oggi con l'incontro tra Conte e le parti sociali, e in seguito sul Recovery fund. Incalzato da Gad Lerner, al teatro Brancaccio di Roma, Landini ha spiegato che «a differenza di una forza politica che si occupa solo di illustrare le situazioni, il mestiere del sindacato è rappresentare e risolvere i problemi concreti delle persone, dalla casa ai salari alle condizioni di vita». Con Bonomi il ghiaccio è rotto, ma il percorso è all'inizio. «Nelle cose che ci siamo detti qui mi pare siano emerse delle diversità», ha ammesso Landini evocando le disparità anche profonde, su rinnovo dei contratti e rapporti col governo. «Strano vederti con la cravatta», attacca Gad Lerner in avvio dell'ultimo faccia a faccia sollevando una questione solo in apparenza «frivola». «È vero - risponde il segretario Cgil - la metto di rado. Ma in questa occasione ho trovato corretto essere vestito "dalla festa" per rispetto a chi è venuto a confrontarsi con noi». Quanto all'incontro di oggi col governo, Landini ribadisce che «il lavoro deve tornare a essere elemento centrale, si deve investire e non deve essere precario» e per questo chiederà a Conte, come già a Bonomi, di rinnovare i contratti pubblici scaduti da tempo. Sulla legge di Bilancio con Cisl e Uil la Cgil ha già avanzato le sue proposte: investimenti su sanità pubblica, scuola, istruzione e nidi, e sulle politiche ambientali, infrastrutture e sociale, e si aspetta risposte chiare. Quanto ai fondi europei del Recovery fund, sui quali in mattinata il commissario europeo Paolo Gentiloni si è detto «fiducioso che non ci saranno veti» e dunque nemmeno ritardi, secondo la Cgil vanno spesi sul servizio sanitario, su scuola e istruzione, sul Mezzogiorno, per superare la precarietà e per avere ammortizzatori sociali generali, oltre al diritto permanente alla formazione per tutta la vita lavorativa .

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