Anglotedesco

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domenica 15 novembre 2020

PIERPAOLO SILERI:"I numeri si stabilizzano.Ma la guardia deve restare alta"




Intervista di Federico Capurso 

Il viceministro alla Salute Pierpaolo Sileri si dice «fiducioso che i numeri si stiano stabilizzando, diverse evidenze lo dimostrano». Ma di fronte alle voci di virologi e politici che si rincorrono tra previsioni confuse, a volte contrastanti, sull'andamento dei contagi, invoca cautela: «Aspetterei qualche giorno per stabilire che il picco della seconda ondata è stato toccato». 

Se ci fosse un picco della curva a metà novembre, che Natale avremmo? 

«Sicuramente un Natale in emergenza». 

Non è ancora chiaro come ci si potrà comportare. Dal numero dei parenti a tavola agli spostamenti negli altri comuni. 

«Non posso sbilanciarmi ora. Dobbiamo vedere l'andamento dell'epidemia e valutare le soluzioni più adatte. Verosimilmente avremo Regioni con un andamento migliore e altre che manifesteranno maggiori difficoltà». 

La possibilità di un lockdown nazionale è sul tavolo? Alcuni governatori lo chiedono. 

«Se i dati ci costringessero a rendere tutte le regioni rosse, di fatto si arriverebbe a un lockdown nazionale. Ma se si optasse per questa soluzione solo per silenziare i mugugni degli scontenti, sarebbe una sconfitta per tutti». 

Uno degli "scontenti", il presidente della Campania De Luca, accusa il governo di "sciacallaggio" per la vicenda dell'uomo trovato morto in bagno al Cardarelli.

«Sono stato al Cardarelli di Napoli pochi giorni fa e ho trovato una situazione difficile. C'è una condizione di oggettivo stress del sistema sanitario campano. Questa percezione, molto chiara, è confermata dai dati sugli indicatori. Per questo è stato aumentato il livello di allerta. Né la vicenda del video né le esternazioni del presidente De Luca hanno giocato alcun ruolo sulla decisione». 

Sindaci e governatori chiedono però maggiore trasparenza sull'algoritmo che combina i 21 fattori e decide il colore delle regioni. 

«È un meccanismo complesso, ma accessibile e noto dallo scorso mese di aprile». Sono noti i parametri, non il meccanismo con cui si incrociano i dati. «Io sono per la massima trasparenza di ogni singolo passaggio. Si è però creata una dialettica errata: il colore rosso non equivale a una bocciatura ed è puerile la logica per cui ci si sente penalizzati. È un tentativo di preservare la produttività del Paese tutelando al contempo la salute dei cittadini». 

Alcuni dati ormai sembrano diventati poco attendibili. Il tracciamento dei contagi in molte Regioni è saltato. 

«I 21 indicatori sono quanto di più attendibile abbiamo. Poi, tutto è migliorabile, anche in un'ottica di aggiornamento rispetto a questa situazione, che evolve costantemente». 

I piani regionali per fronteggiare la seconda ondata stanno funzionando? 

«Ci sono casi in cui le Regioni sono state particolarmente efficienti, come il Veneto e l'Emilia-Romagna. Altre partivano da una situazione più difficile e sono rimaste indietro, come la Calabria». 

Il commissario della sanità calabrese Zuccatelli va sostituito dopo le sue frasi sulle «mascherine che non servono»? 

«Non è peregrino immaginare che Zuccatelli possa decidere di fare un passo indietro e che si individui un'altra figura di alto profilo. Valuto le persone dai risultati del loro lavoro, ma il suo è apparso come un profilo divisivo e quelle ripetute sortite sulle mascherine possono avere gravi ripercussioni, in un momento in cui i messaggi da dare ai cittadini sui comportamenti corretti da assumere per contrastare il virus devono invece essere chiari e netti». 

Gino Strada potrebbe sostituirlo? 

«Ha fatto cose straordinarie nella sua vita. Forse un suo supporto, anche esterno, potrebbe essere utile nella gestione dell'emergenza». 

Fino a quando non arriveranno i vaccini... 

«Su questo tema invito tutti alla prudenza. Intanto perché non c'è solo quello di Pfizer, ma anche altri sono a buon punto e stanno mostrando ottime percentuali di successo. Inoltre, non c'è ancora un'approvazione definitiva sul vaccino e non mi sbilancerei sui tempi della distribuzione». 

Il governo come si sta attivando? 

«Abbiamo dato vita a una task force per organizzare la vaccinazione sul territorio nazionale. Ognuno di questi vaccini ha condizioni diverse di conservazione: va da sé che anche il dibattito sui frigoriferi speciali è prematuro». 

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