Anglotedesco

Anglotedesco

sabato 28 novembre 2020

Scende l'indice di contagio.Salgono i test,con meno test

 



di Federico Capurso 

Ancora nuovi, timidi, segnali positivi. Innanzitutto, dal fondamentale rapporto tra tamponi effettuati e nuovi casi registrati, che scende all'11, 7 per cento rispetto al 12, 7 per cento del giorno precedente. I positivi confermati ieri, infatti, sono 26. 323 su 225. 940 tamponi, e con 3 mila test in più. Questo vuol dire che si fanno più test ma si trovano meno casi. Scendono anche i decessi (+686), ma se la curva dei contagi si sta lentamente raffreddando - come spiegano dal ministero della Salute - quella delle morti da coronavirus è invece destinata ad avere numeri alti ancora per due settimane. E anche dal fronte ospedaliero, sul quale il governo, preoccupato, tiene puntati gli occhi, arrivano notizie incoraggianti: per il terzo giorno consecutivo è negativo sia il saldo dei ricoveri che quello delle terapie intensive. Siamo dunque lontani dalle previsioni più pessimistiche, che ipotizzavano il raggiungimento di oltre 1 milione di casi entro la fine del mese di novembre - sono 720. 861 dall'inizio epidemia -, ma il presidente dell'Istituto superiore di sanità Silvio Brusaferro avverte: «Questo non vuol dire che dobbiamo allentare le misure e che dobbiamo rilassarci». È vero, la velocità di trasmissione «sta rallentando», prosegue Brusaferro, ma ci sono ancora 8 regioni che non riescono a scendere dal livello di rischio "alto", con un sistema sanitario «sovraccaricato». E se non decresce rapidamente il numero dei contagi giornalieri, anche quello, spiega il numero uno dell'Iss, «può diventare un fattore critico». Invito alla cautela che il segretario Pd Nicola Zingaretti plaude su Facebook: «Le parole di Brusaferro vanno ascoltate - scrive -. Non commettiamo lo stesso errore di sottovalutazione di questa estate». L'Italia, infatti, punta a essere tutta in fascia gialla entro la fine dell'anno, con miglioramenti osservati in molte regioni e persino in Lombardia e Piemonte, che hanno virato verso l'arancione pur restando tra i territori più colpiti dal virus. Come ad ogni nuova colorazione, però, si sollevano i malumori: la Valle d'Aosta, rimasta rossa, valuta un ricorso al Tar contestando l'analisi dei dati compiuta dalla cabina di regia del ministero della Salute. Gli spostamenti tra regioni, nel Dpcm per le feste natalizie che arriverà tra il 2 e il 3 dicembre, resteranno comunque vietati, così come celebrazioni e concerti in piazza. Si potrà, forse, raggiungere la seconda casa se all'interno della regione, ma su questo sono ancora aperte le trattative. Resterà in vigore anche il coprifuoco alle 22, che «sta funzionando», dice il ministro Boccia. E si punta a un deterrente per chi decide di uscire dai confini nazionali per passare le festività natalizie. Ieri il ministro Luigi Di Maio ha confermato la volontà di obbligare alla quarantena e al tampone chi decidesse di viaggiare. Archiviato invece il capitolo scuola. Venerdì sera a palazzo Chigi si è deciso di aprire dopo il ponte dell'Epifania. La prima data utile sarebbe quella del 7 gennaio, ma se la curva dei contagi non dovesse registrare un brusco calo nelle prossime settimane, si potrebbe decidere per l'11 il rientro in classe. Sempre con l'obiettivo di non chiudere più fino alla fine dell'anno scolastico .

Nessun commento:

Posta un commento