Anglotedesco

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mercoledì 18 novembre 2020

Si sta allargando il fronte anti-Recovery Fund



di Ilario Lombardo 

«Un tavolo permanente» che potrebbe a breve diventare qualcosa di più. Una commissione tra i partiti della maggioranza e Forza Italia per lavorare assieme sulla manovra. È quello che è disposto a offrire il premier Giuseppe Conte a Silvio Berlusconi, dopo che il leader degli azzurri aveva dichiarato di essere pronto a votare lo scostamento di bilancio.La mossa è stata calibrata con cura negli ultimi giorni. E serve al presidente del Consiglio per due motivi. Per assicurarsi la maggioranza assoluta in Parlamento, necessaria al voto sul deficit il prossimo 25-26 novembre. E per chiarire meglio che non ci sarà un ingresso di Berlusconi in maggioranza, un'ipotesi che aveva mandato nel più profondo imbarazzo la truppa dei 5 Stelle. Conte dà mandato ai capidelegazione dei partiti della coalizione di coinvolgere i capigruppo per verificare la disponibilità a stabilire un percorso di dialogo e collaborazione dopo i ripetuti segnali di disponibilità da parte dell'ex premier. Un mandato che «non è per esplorare un allargamento della maggioranza o per pervenire a un accordo politico che prefiguri una commistione di ruoli». Il tavolo di confronto si concentrerà sui contenuti della manovra economica e sullo scostamento di bilancio, e «non su una riorganizzazione del perimetro delle forze che sostengono il governo». Conte tiene a precisare questo punto: «La maggioranza è ben salda, ma se una forza di opposizione, in considerazione delle difficoltà che il Paese sta attraversando, vuole offrire un contributo costruttivo per il bene del Paese, sarebbe irragionevole non dialogare». Forza Italia non può entrare nel governo, sarebbe lo psicodramma nel Movimento. Ma non solo. Aprirebbe di fatto una breccia verso il rimpasto, che è l'obiettivo da mesi di Matteo Renzi e di una parte del Pd, perché rimetterebbe in discussione la squadra dei ministri e la centralità di Conte. Il premier questo lo ha capito e sta facendo di tutto per evitarlo. Ma il dialogo con Berlusconi non è mai stato così fitto. Con Antonio Tajani, Gianni Letta e Renato Brunetta a vestire i panni degli ambasciatori con Palazzo Chigi. Il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, da giorni spinge per coinvolgere i forzisti e ieri il suo vice Andrea Orlando è arrivato a sostenere che le proposte avanzate dai berlusconiani saranno valutate «con grande attenzione». Ma siccome la politica ha anche i suoi equilibri, appena filtrata la proposta di Conte, il vicepresidente di FI Tajani ha fatto sapere che il confronto andrebbe allargato all'intero centrodestra, e «non ci sarà alcun sostegno sottobanco o sopra il banco, al governo». Tattica, anche perché non è escluso che persino Lega e Fratelli d'Italia alla fine voteranno lo scostamento di bilancio. Berlusconi aveva proposto una bicamerale per scrivere i progetti per accedere al Recovery fund e ripropone un modello simile per la manovra. Una commissione, magari una capigruppo, si vedrà poi allargata a chi delle forze di opposizione. Non è del tutto escluso che si possa arrivare a indicare un doppio relatore, uno dei due di FI (si fa il nome di Roberto Occhiuto), per assicurarsi l'ok finale alla legge di Bilancio. Certo è che Berlusconi porrà delle condizioni sulle misure economiche. Innanzitutto l'aumento dei ristori, calcolati sui costi fissi (gli affitti delle attività commerciali, sulle quali il governo starebbe già lavorando) e sul fatturato venuto meno. Poi una maggiore attenzione ai professionisti e alle partite Iva. Infine, la richiesta più insidiosa: l'accesso immediato al Mes, i 36 miliardi del fondo europeo destinato alle spese sanitarie che, secondo Berlusconi, sono diventati ancora più necessari ora che la prima tranche di risorse del Recovery fund rischia di slittare alla seconda parte del 2021 . 

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