Anglotedesco

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venerdì 13 novembre 2020

Trump contro la Fox.Una tv anti-Murdoch per fargli concorrenza

 



di Paolo Mastrolilli 

Mentre continua le cause per impedire a Joe Biden di sloggiarlo dalla Casa Bianca, Donald Trump pensa anche al futuro, che potrebbe basarsi su un braccio di ferro con Rupert Murdoch. Il presidente sconfitto infatti sta meditando il lancio di un network digitale con cui andare alla guerra contro la Fox News, colpevole di averlo scaricato durante la campagna elettorale.L'obiettivo sarebbe duplice, ossia fondare un business che potrebbe fruttare milioni di dollari, e nello stesso tempo mantenere il contatto con i suoi 73 milioni di elettori, per preparare la possibile candidatura del 2024 o quella di uno dei suoi figli.Le iniziative legali continuano, soprattutto per ostruire la certificazione della vittoria di Biden da parte degli Stati più contesi. La speranza di Donald è che il 14 dicembre il Collegio elettorale non riesca a votare il nuovo presidente, passando la decisione alla Camera, dove i repubblicani hanno la maggioranza delle delegazioni statali incaricate di determinare il vincitore. Anche i consiglieri di Trump, però, ammettono che le possibilità di avere successo sono molto limitate, e l'ex guru di Bush figlio, Karl Rove, ha scritto sul Wall Street Journal che «Il risultato di questa elezione non verrà rovesciato». Nel frattempo Biden procede con la transizione, e davanti al Covid che ormai ogni giorno fa il record dei contagi e dei ricoveri, ha nominato come capo di gabinetto Ron Klain, che durante l'amministrazione Obama aveva gestito la risposta all'ebola. Fonti della Nbc hanno detto che le cause ormai sono «teatro», fatto per dare soddisfazione alla base e magari vincere i due ballottaggi per il Senato in Georgia. E a questo si legherebbe lo scoop del sito Axios, secondo cui Donald sta considerando la creazione di un impero mediatico digitale. Non una tv via cavo, che costerebbe troppo e richiederebbe tempo, ma un canale da sottoscrivere. L'obiettivo economico è chiaro. Fox Nation, il servizio streaming di Murdoch, fa pagare 5,99 dollari al mese per l'abbonamento. Se Trump riuscisse a portargli via gli spettatori, o meglio convincesse i suoi 73 milioni di elettori a sottoscrivere il nuovo network, potrebbe teoricamente incassare 438 milioni di dollari al mese. L'obiettivo editoriale è altrettanto chiaro. Rupert era sempre stato scettico verso Donald, ma i due avevano firmato la pace durante un pranzo tenuto in Scozia subito dopo il referendum per la Brexit, nel resort golfistico di Balmedie. Si erano tornati comodi a vicenda, Trump per il supporto mediatico e Murdoch per l'audience. Le riserve di Rupert però non erano mai sparite, e Donald lo ha accusato di averlo tradito durante la campagna, e la notte del voto assegnando l'Arizona a Biden: «L'unica cosa cambiata rispetto al 2016 - ha detto proprio al programma Fox & Friends - è stata la Fox». All'inizio ha suggerito ai sostenitori di rimpiazzarla con One America o Newsmax, ma poi si è chiesto se non avesse davanti un'opportunità imprenditoriale, da usare anche per costruire la ricandidatura del 2024. Questa non è l'unica strada percorribile. Trump sta sollecitando donazioni per finanziare le cause, ma usa la maggior parte dei soldi per un Political Action Committee con cui pagare iniziative politiche. Poi potrebbe tornare al business di famiglia, ad esempio costruendo le torri sognate a Mosca e Riad. A meno che le inchieste fiscali aperte dal procuratore di Manhattan Vance e quella di New York James, o le cause per molestie sessuali di Jean Carroll e Summer Zervos, lo fermino per sempre. 

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