Anglotedesco

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domenica 29 novembre 2020

Una patrimoniale per i "super ricchi".La proposta spacca la maggioranza

 



di Alessandro Di Matteo 

C'è anche la patrimoniale a far discutere la maggioranza, un emendamento alla manovra firmato da Nicola Fratoiani (Leu) e Matteo Orfini (Pd) resuscita l'araba fenice di tutti gli interventi sul fisco e scatena la reazione dei partiti di governo, che non ne vogliono sapere di passare per quelli che mettono le tasse in un momento di profonda crisi economica. Dice no M5s, prende le distanze il Pd, si schiera contro Italia viva e anche mezza Leu non è d'accordo. Il timore di molti è di fare il bis del 2007, quando Rifondazione festeggiò una riforma dell'Irpef che colpiva soprattutto il ceto medio con dei manifesti che invocavano: «Anche i ricchi piangano». Una campagna di comunicazione che costò molti voti al centrosinistra alle elezioni politiche dell'anno successivo. In realtà, Fratoianni spiega che la sua proposta dovrebbe colpire «i super ricchi», come del resto si disse anche nel 2007. «Le tasse vanno abbassate? Sì per i ceti medi e popolari, non certo per i super ricchi». L'idea è «eliminare l'Imu e introdurre un prelievo progressivo che intervenga sui patrimoni dei super ricchi per finanziare la spesa sociale». Enrico Rossi, ex presidente della regione Toscana, spiega però un po'meglio il concetto di «super-ricchi» e qualche dubbio viene. Si parla di «eliminare l'Imu sulle seconde case e introdurre una patrimoniale a partire da una base imponibile di 500 mila euro. Si prevede di partire da 500 mila euro con aliquota allo 0, 2%; salendo allo 0, 5% sopra il milione; all'1% sopra i 5 milioni; 2% sopra i 50. Consentirebbe allo Stato di incassare 18 miliardi all'anno». Il timore è che molti italiani, anche non «super-ricchi», potrebbero superare la soglia dei 500mila euro, considerando che tanti hanno anche la casa al mare, non necessariamente di lusso. È Orfini a precisare: «Per quanto riguarda le case, parliamo di valori catastali, ben più bassi dei valori di mercato. E tra 50 0mila e 1 milione con l'eliminazione dell'Imu in buona parte si compensa. Certo, sopra il milione qualcosa in più si paga». Insomma, il 2007 non c'entra niente, assicura: «Non stiamo parlando di quello. Se lo dice la destra ok, non vorrei assumessimo anche noi la linea della destra». Fatto sta che proprio da Leu arriva una proposta «alternativa», quella di Federico Fornaro e Pier Luigi Bersani: una tassa ma «una tantum» per chi possiede «una ricchezza netta sopra 1, 5 milioni di euro, escludendo dal calcolo l'abitazione principale». Si pagherebbe l'1%, «da versare entro il 30 novembre 2021». Ma niente di questo piace ai partiti di governo. «M5s è fortemente contrario», chiude Luigi Di Maio. «È totalmente sbagliato colpire imprenditori, commercianti e chi crea posti di lavoro». Il Pd prima fa trapelare ufficiosamente che la proposta «non impegna i gruppi parlamentari», poi fa uscire una bocciatura ufficiale: «È inopportuna», dicono Ubaldo Pagano e Gianmario Fragomeli, capigruppo in commissione Bilancio e Finanze. Per Italia viva parla il presidente Ettore Rosato: «Non serve la patrimoniale, non serve una nuova tassa». Attacca ovviamente anche il centrodestra. Per Matteo Salvini «Se superi i 500mila euro di valore, giù tasse. Un'altra geniale proposta di Pd e Leu... Il solo pensare di tassare ora chi ha casa e risparmi è da arresto immediato». Giorgio Mulè, Fi, sostiene «Di Maio oggi prende distanza dalla patrimoniale mentre pezzi della sua maggioranza la vorrebbero» . 

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