Anglotedesco

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venerdì 27 novembre 2020

Vaccino di Oxford: nuovi test, è polemica. E le azioni crollano



da IL CORRIERE DELLA SERA del 27 novembre 2020.Luigi Ippolito

Cominciano a emergere dubbi sull’efficacia del vaccino di Oxford, quello prodotto dalla multinazionale AstraZeneca e già opzionato da gran parte dei Paesi europei. Lunedì scorso l’annuncio sulla riuscita della sperimentazione era stato accolto con grande entusiasmo: dopo Pfizer e Moderna, si trattava del terzo vaccino schierato contro il coronavirus, col vantaggio rispetto ai due americani di poter essere conservato con facilità e distribuito a basso costo.

Ma adesso si affacciano le domande. In primo luogo l’efficacia del 90 per cento, rivendicata nel comunicato stampa di lunedì, risulta il prodotto di un «errore»: è stata cioè riscontrata solo in pazienti cui era stata somministrata per sbaglio una mezza dose di vaccino e poi una intera. In quelli che avevano ricevuto due dosi intere l’efficacia era solo del 62 per cento: un po’ poco, rispetto ai vaccini americani, che vanno fino al 95 per cento. Certo, non sarebbe la prima volta che una importante scoperta scientifica avviene per caso (pensiamo alla penicillina), e AstraZeneca ha annunciato che presto partiranno nuovi test usando la dose più bassa. Se però è stato commesso un errore nella fase di sperimentazione, viene inevitabilmente da chiedersi se non ce ne siano stati altri.

Un secondo elemento è ancora più preoccupante. I risultati positivi fanno riferimento a una sperimentazione condotta solo su un piccolo gruppo di pazienti sotto i 55 anni: cioè la fascia di età meno a rischio da Covid. Ce n’è abbastanza, insomma, per indurre alla cautela soprattutto le autorità americane della Food and Drug Administration, che a questo punto potrebbero non concedere l’autorizzazione al vaccino di Oxford, limitandone la distribuzione nel mondo. L’Italia tuttavia non teme che si creino difficoltà, perché gli approvvigionamenti sono fatti dall’Europa e sono stati prenotati vaccini di diverse compagnie farmaceutiche.

La reazione dei mercati non si è fatta attendere: le azioni della AstraZeneca sono crollate di oltre il 6 per cento, facendo perdere alla multinazionale farmaceutica 8 miliardi di capitalizzazione.

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