Anglotedesco

Anglotedesco

lunedì 28 dicembre 2020

Allarme sui medici contrari al vaccino.E' scontro sull'obbligo

 



di Niccolò Carratelli 

Otto su dieci pronti a vaccinarsi contro il Covid. Questo il dato, presentato come media nazionale, che dovrebbe fotografare l'adesione da parte degli operatori sanitari, veri protagonisti di questa prima fase della campagna vaccinale. Ma, prendendo in esame i numeri delle singole Regioni, risulta evidente che la risposta non sia ovunque così confortante. «L'80% di medici e infermieri si è reso disponibile», confermano in effetti dall'assessorato alla Salute della Regione Lazio. Dove, però, restano al momento fuori dalla platea da immunizzare circa 70mila operatori della sanità privata, liberi professionisti che non hanno contratti con strutture pubbliche. Anche in Lombardia «siamo sopra all'80%», ha assicurato l'assessore regionale al Welfare, Giulio Gallera. Ma dall'ufficio stampa precisano: «È una previsione, frutto di un sondaggio con i direttori generali delle aziende sanitarie. Dati reali li avremo solo quando gli interessati avranno firmato il consenso informato, dopo aver letto il bugiardino dell'Aifa, che è appena arrivato». Le stime in Piemonte, invece, abbassano un po' l'asticella: «Siamo intorno al 65%», fanno sapere dallo staff del commissario per il piano vaccini regionale, Antonio Rinaudo. Sulle oltre 195mila persone interessate da questa prima fase della vaccinazione (120mila operatori delle aziende sanitarie e 75mila operatori e ospiti delle Rsa) circa i due terzi hanno già manifestato la propria volontà di sottoporsi alla doppia iniezione. Ma a far sospettare che la media nazionale sia più bassa dell'80% sbandierato sono i riscontri che arrivano dal Sud. In Puglia, ad esempio, gli operatori sanitari che si sono registrati sul portale della Regione sono 53mila e le "prenotazioni" si chiuderanno dopodomani. Poco più della metà della platea vaccinabile, calcolando che entro metà gennaio arriveranno nelle province pugliesi 95mila dosi targate Pfizer. Va peggio in Sicilia, dove hanno compilato il form disposto dalla Regione in 40mila su un totale di 118mila operatori potenzialmente coinvolti nella campagna. Ma non c'è una scadenza per farsi avanti e, quindi, molti potrebbero iscriversi dopo l'Epifania. Va detto che, in ogni caso, queste adesioni sono orientative e non vincolanti, nessuno ha ancora firmato niente: c'è tempo per inserirsi, ma anche per ripensarci, fino al momento di fissare l'appuntamento per la vaccinazione. L'incertezza alimenta il dibattito sulla necessità o meno di prevedere una forma di obbligo per medici e infermieri. Nel governo a spingere per questa soluzione è la sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa: «Se ci si rendesse conto che c'è un rifiuto che non si riesce a superare credo andrebbe considerato l'obbligo, perché fare il vaccino deve essere una precondizione per chi lavora nel pubblico». Di parere opposto la ministra della Pubblica amministrazione, Fabiana Dadone: «Non sono una grande appassionata dell'obbligo in campo vaccinale - ha spiegato - Credo sia più giusta una forte raccomandazione». Non è contrario Filippo Anelli, presidente della Federazione degli ordini dei medici (Fnomceo): «Il diritto di rifiutarsi può venire meno se mette a rischio la salute pubblica, che è un interesse superiore. Ma su questo deve decidere il Parlamento, come successe con i vaccini obbligatori stabiliti dall'allora ministra Lorenzin». Anelli ha stimato che in Italia ci sia un centinaio di medici catalogabili come "negazionisti" rispetto ai vaccini, compresi gli ultimi arrivati anti Covid. Cento su 400mila, «è un'esigua minoranza, magari rumorosa, su cui sono in corso le inchieste degli ordini regionali e in qualche caso ci sono già state sanzioni». Gli ultimi casi a Roma, dove l'Ordine dei medici ha avviato un procedimento disciplinare nei confronti di 13 iscritti, che avevano espresso pubblicamente (anche sui social media) posizioni "no vax", con segnalazioni arrivate da colleghi o pazienti. Tre di loro hanno messo in dubbio, o direttamente negato, l'esistenza del Covid. Il "processo" nei loro confronti dovrebbe concludersi a gennaio . 

Nessun commento:

Posta un commento