Anglotedesco

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sabato 19 dicembre 2020

Altre 553 vittime.Tra i nuovi positivi 1 su 4 è in Veneto

 



di Alessandro Di Matteo 

I numeri del contagio non sono quelli che il governo sperava, la seconda ondata ha perso forza ma non si è ancora esaurita e anche i dati di ieri confermano una tendenza ormai evidente da una decina giorni. Nelle ultime 24 ore sono stati 16. 308 i nuovi contagi, in leggero calo rispetto ai quasi 18mila di venerdì, ma di fatto in linea appunto con i dati degli ultimi giorni. La curva non è più in netta discesa, come nelle settimane a cavallo tra novembre e inizio dicembre, l'andamento dei contagi si è stabilizzato intorno ai 15mila-18mila al giorno, almeno il doppio di quello che gli esperti del governo hanno indicato come soglia di sicurezza. La situazione negli ospedali continua a migliorare, anche ieri il numero di ricoverati in terapia intensiva è diminuito di 35 unità, ma restano comunque 2. 784 i malati in condizioni severe. Sopratutto, sono diverse le regioni nelle quali i malati Covid occupano ancora più del 30% dei posti di terapia intensiva, la soglia da non oltrepassare secondo il governo. I morti sono stati 553, in leggero calo rispetto ai giorni precedenti. Il dato positivo è che torna a scendere sotto al 10% il tasso di positivi rispetto ai tamponi, ieri 9, 26%, uno dei valori più bassi dalla fine di ottobre. La situazione, peraltro, è diversa da regione a regione, nelle ex zone rosse il contagio ha frenato di più, grazie alle misure più severe. Ieri la regione con più contagi è stata il Veneto, con 3. 834 nuovi malati, il doppio della Lombardia che ne ha contati 1. 944. Una situazione che il presidente Luca Zaia cerca di fronteggiare con la nuova ordinanza restrittiva entrata in vigore ieri. Preoccupato è anche il presidente della Campania Vincenzo De Luca, che nonostante i nuovi contagi siano sotto quota mille (ieri 949 in più), conferma la zona arancione per tutta la regione. Lo "sceriffo" punzecchia di nuovo Giuseppe Conte («Io non ho capito niente delle decisioni del governo») e poi spiega: «Stiamo uscendo prima e meglio degli altri da questa seconda ondata, ma non ci vuole nulla per rovinarci». Una scelta scatena la protesta dei ristoratori della città, che manifestano sul lungomare e anche il sindaco di Napoli Luigi De Magistris attacca: «Totale mancanza di rispetto nei confronti dei cittadini! Non è possibile che dopo ore e ore di incontri e di tavoli tra governo e regione non si mettano d'accordo se Napoli debba essere gialla o arancione. Stiamo assistendo a un conflitto istituzionale gravissimo». A Roma, poi, a causa dell'eccessivo affollamento sono intervenuti i vigili urbani per chiudere piazza Navona e una parte di via del Corso, la centrale dello shopping . 

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