Anglotedesco

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lunedì 21 dicembre 2020

Conte riapre sul Recovery e punta sulle Camere

 


La «riapertura» del dossier Recovery Plan a partire dai suoi contenuti. La creazione di un gruppo di lavoro ad hoc di maggioranza. L'approdo finale in Parlamento. In tre mosse Giuseppe Conte tenta di bagnare le polveri dei renziani ed evitare una crisi di governo. La tensione con Italia Viva resta comunque altissima ma, nel frattempo, il capo del governo le sue concessioni le mette sul tavolo: di fatto quel Consiglio dei ministri al quale fu presentata la bozza del Piano di Ripresa e Resilienza è stato cancellato. Il premier non aveva scelta e la sua strada comunque resta in salita anche perché, se da un lato c'è il sì ad una maggiore collegialità, dall'altro c'è il nodo tempi, non aggirabile. La nuova serie di incontri che il premier organizza sul Recovery odora meno di «consultazioni» rispetto agli incontri di Conte con i singoli partiti nei giorni scorsi. Non ci sono i leader politici ma le compagini governative delle singole forze, accompagnate dai capigruppo e da chi, in queste settimane, ha lavorato al dossier. Il telaio del Recovery Plan non verrà rivoluzionato ma qualcosa di sostanziale cambierà. Anche se la novità politica del giorno è la creazione di un gruppo di lavoro ad hoc composto dai rappresentanti delle forze di maggioranza. Proposta che viene dal M5S, che per primo vede Conte.«Non poteva essere tutto appannaggio di un ristretto numero di ministri», spiega uno dei pentastellati che partecipa all'incontro di Palazzo Chigi. Il gruppo di lavoro potrebbe servire a sminare due micce: quella di Iv, innanzitutto, ma anche quella delle tensioni interne tra le basi parlamentari dei singoli partiti della maggioranza e i rispettivi ministri. «Possiamo discutere di tutto ma facciamolo nel merito, ne va della credibilità del Paese», è il messaggio recapitato dal premier alla maggioranza. Ed è una mossa che, forse, può allontanare la crisi, si ragiona nella maggioanza.«Domenica sera sera qualcosa è cambiato. Conte ha convocato una serie di riunioni che sono cominciate oggi. Mi sembra un fatto positivo», sottolinea il presidente di Iv Ettore Rosato, che solo 24 ore fa parlava di una fiducia della maggioranza evaporata nei confronti del premier. Per ora, tuttavia, si naviga a vista. E Matteo Renzi tiene alta la tensione. «Ma in piena emergenza, perché state litigando? ..questa è la domanda che mi sento rivolgere, e rispondo con estrema chiarezza: stiamo discutendo esattamente di come affrontare l'emergenza coronavirus. Non si può continuare a dire "andrà tutto bene", non si può continuare a colpevolizzare i cittadini«, attacca l'ex premier. L'incontro con Conte e gli altri leader della maggioranza è solo rinviato e, forse, sarà allora che si saprà se l'esecutivo Conte II è ancora vivo. Una cosa, tuttavia, è certa: Il presidente del Consiglio, nel caso Renzi continui per la sua strada, parlamentarizzerà la crisi. Non a caso, assicura che un voto decisivo della maggioranza emergerà già sul Recovery Plan. 

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