Anglotedesco

Anglotedesco

martedì 15 dicembre 2020

Corsa dell'Ue per il vaccino a Natale


di Niccolò Carratelli

Un vaccino sotto l'albero. E la partenza contemporanea della campagna di vaccinazione in otto Paesi europei, tra cui l'Italia. L'Agenzia europea per i medicinali si riunirà il 21 dicembre per decidere sul vaccino Pfizer-BioNTech. Il via libera alla distribuzione potrebbe arrivare, quindi, a poche ore dal Natale e, soprattutto, una settimana prima del previsto. L'Ema ha spiegato di aver ricevuto ulteriori dati dai produttori del siero, sottolineando che, se necessario, l'appuntamento del 29 dicembre sarà comunque mantenuto. «Non scenderemo a compromessi dal punto di vista della sicurezza», promettono dalla Commissione europea. Ma Bruxelles, in caso di approvazione anticipata, accelererà per dare l'autorizzazione all'immissione in commercio in un paio di giorni. A quel punto, «il vaccino sarebbe utilizzabile dal giorno dopo nei Paesi Ue - spiega Guido Rasi, ex direttore esecutivo Ema - con la contestuale e immediata validazione da parte di Aifa per l'Italia». Agenzia del farmaco che, giusto ieri, ha insediato il suo comitato scientifico per la sorveglianza dei vaccini anti Covid. Mentre Pfizer si è detta pronta alla consegna delle dosi direttamente ai punti di somministrazione locali, entro tre giorni dalla spedizione dal suo stabilimento in Belgio. Intanto, dagli Stati Uniti sta per arrivare il primo via libera anche al vaccino di Moderna: la Fda, l'agenzia americana di controllo sui farmaci, dovrebbe decidere venerdì, ma ieri ha reso pubblico un rapporto in cui lo definisce «efficace al 94% e sicuro, in grado di prevenire i contagi già dopo la somministrazione della prima dose». La partenza della campagna vaccinale europea potrebbe avvenire addirittura prima di Capodanno, a sentire Ursula Von der Leyen: «Probabilmente i primi europei saranno vaccinati entro la fine del 2020», ha scritto su Twitter la presidente della Commissione di Bruxelles. Stessa previsione fatta dal ministro della Salute tedesco, Jens Spahn, a dimostrazione che i tedeschi hanno fretta. Ma il nostro ministro per gli Affari, regionali Francesco Boccia, allunga prudentemente l'orizzonte: «Si parte da metà gennaio e tutti insieme in Europa». A conferma di questa intenzione, c'è la dichiarazione congiunta dei ministri della Salute di otto Paesi, che si impegnano a «promuovere il coordinamento dell'avvio della campagna vaccinale e una rapida condivisione delle informazioni tra le autorità nazionali competenti». Belgio, Francia, Germania, Italia, Lussemburgo, Olanda, Spagna e Svizzera. In questi Paesi, e la lista potrebbe allungarsi, il giorno dello "start" dovrebbe essere lo stesso. Anche se la coincidenza avrebbe più che altro un valore simbolico, poi subentrerebbero le differenti tempistiche e modalità organizzative previste a livello nazionale. Tra queste, al ministero della Salute tiene banco l'ipotesi di rendere obbligatorio il vaccino per medici e infermieri, sulla quale interviene autorevolmente Walter Ricciardi, consulente del ministro Speranza. «Se gli operatori sanitari non faranno il vaccino io sono per una forma di obbligo», dice, aggiungendo però che quest'anno la campagna vaccinale contro l'influenza «è andata molto bene, in certe Regioni abbiamo superato il 70%, e si può raggiungere lo stesso risultato per il Covid con un mix di promozione». Il direttore della Prevenzione del ministero, Giovanni Rezza, conferma invece la platea interessata dalla prima fase della campagna vaccinale, circa un milione e 700mila persone: innanzitutto «gli operatori sanitari e il personale delle Rsa, poi gli ospiti delle residenze sanitarie», quindi, in base alle dosi disponibili, si procederà con gli anziani over 80. 

Nessun commento:

Posta un commento