Anglotedesco

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sabato 19 dicembre 2020

Dalle partite Iva all'auto elettrica, altri 4 miliardi


di Alessandro Barbera 

La scena solitamente si consuma nella Sala del Mappamondo, uno degli angoli più frequentati ai piani alti di Montecitorio. Quest'anno, per evitare il cattivo esempio agli italiani, i deputati fanno notte direttamente in aula. La scena è sempre la stessa: un viavai di gente, telefonate, crocchi per ottenere cose nobili e meno nobili. Fondi per i cani randagi e gli straordinari dei poliziotti, le bande jazz e l'incentivo ai rubinetti ecologici, i congedi parentali e la parità salariale. In tempi normali, la gran parte degli emendamenti votati ieri non sarebbero mai passati. L'emergenza Covid giustifica quasi tutto, e lascia al Parlamento lo spazio per gonfiare la legge di Bilancio del 2021 per altri quattro miliardi di euro, quattro volte quel che è normalmente concesso dal governo. Fare un resoconto puntuale di tutto quel che è stato votato è quasi impossibile. Alcune misure sono coerenti con l'emergenza, altre sembrano uscite dalle peggiori pratiche della prima Repubblica. Il premio per l'emendamento più utile quanto costoso va a quello proposto dalla Lega, primo firmatario Massimo Garavaglia, votato all'unanimità da tutti i partiti. Serve a rafforzare di un miliardo il fondo per gli autonomi e i professionisti con reddito fino a cinquantamila euro l'anno e un calo del fatturato nel 2020 di almeno un terzo. I soldi serviranno a pagare i contributi previdenziali minimi di chi quest'anno non se lo può permettere. Sempre leghista è l'emendamento con cui viene ridotta al dieci per cento (dal ventidue) l'Iva per la consegna del cibo a casa, ancora per qualche settimana l'unica alternativa serale al ristorante. Il capogruppo Pd Graziano Delrio ha ottenuto una norma che sospende il pagamento di imposte e contributi al mondo dello sport fino a febbraio 2021. Un altro emendamento innalza da sette a dieci giorni il congedo di paternità quando nasce un figlio. Fino a pochi anni fa la legge ne concedeva appena tre. Le deputate Cinque Stelle Maria Luisa Faro e Angela Masi rivendicano l'esenzione della prima rata Imu per le aziende del turismo e dello spettacolo. Un altro emendamento finanzia l'acquisto di una auto elettrica con un bonus fino al 40 per cento, purché l'auto costi meno di trentamila euro e chi la compra non abbia un reddito annuo superiore a quella cifra. Fin qui le misure significative e giustificate dalle circostanze. Poi ci sono quelle che arrivano sempre, e si fa finta di non vedere. Tre milioni per le bande musicali e jazz, i fondi per il Giubileo del 2025, dieci milioni per lo stoccaggio dei vini di qualità, il fondo sperimentale (un milione presso Palazzo Chigi) «per la formazione turismo esperienziale». Un milione e mezzo andrà ai Giochi del Mediterraneo di Taranto del 2026. Una spesa che guarda lontano. In tempi normali, mai sarebbe accaduto che il 19 dicembre l'atto più importante del Parlamento fosse fermo nella commissione del primo dei due rami. I tempi sono così stretti che si va poco per il sottile. L'accordo fra i partiti è di far votare il testo dall'aula domani, poi dovrà andare in Senato dove - a partire dal 27 dicembre - ci saranno a disposizione cinque giorni. In tempi normali, e con tutte le forzature al regolamento, l'opposizione avrebbe lo spazio per costringere il governo all'onta dell'esercizio provvisorio. Ma non lo farà. «Il Paese non se lo può permettere», spiega il leghista Claudio Borghi. E d'altra parte con quattro miliardi di euro da spendere non conviene a nessuno.

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