Anglotedesco

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sabato 19 dicembre 2020

Gaia e Camilla travolte ed uccise.Genovese condannato a 8 anni


di Grazia Longo 

Piange Pietro Genovese, 20 anni, alla lettura del dispositivo che lo condanna, in rito abbreviato con lo sconto di un terzo della pena, a 8 anni di carcere per omicidio stradale plurimo. Il figlio del famoso regista Paolo piange e si domanda come sia possibile che il giudice gli abbia inflitto tre anni in più di quanto avesse chiesto la procura. Ma molte sono le cause che hanno giocato contro di lui che quasi un anno fa, la notte tra il 20 e 21 dicembre, alla guida del suo Suv ha travolto e ucciso le due amiche sedicenni Gaia Von Freymann e Camilla Romagnoli in corso Francia. Innanzitutto, l'elemento che ha innalzato gli anni della pena risiede nella convinzione del giudice che le due adolescenti attraversarono la strada sulle strisce pedonali. Mentre, invece, secondo la procura c'era stato un concorso di colpa. L'aspetto delle ragazze sulle strisce pedonali è stato confermato da alcuni testimoni e dal fatto che la targa del Suv è stata ritrovata più indietro rispetto all'automobile. Elementi emersi durante un supplemento di indagini voluto proprio dal gup Gaspare Sturzo che ha stabilito il verdetto. Tra gli aggravanti, già ribaditi dal pm Roberto Felici, c'è poi il fatto che Genovese (agli arresti domiciliari dal 26 dicembre scorso), mentre guidava di ritorno da una cena a casa di un amico, avesse bevuto (il tasso alcolemico era di 1, 4, quasi il triplo del limite consentito per legge) e procedesse ad oltre 90 chilometri mentre il limite era di 50 chilometri orari. Inoltre stava usando il cellulare per inviare un messaggio ed è risultato «non negativo» a sostanze stupefacenti, nonostante da poco avesse riottenuto la patente, che gli era stata sospesa in automatico dopo che era stato trovato in possesso di hashish. Durante il processo Pietro Genovese ha rilasciato dichiarazioni spontanee per ribadire che anche la sua vita è finita quella drammatica notte perché non voleva uccidere nessuno e che prima dello schianto era appena ripartito con il semaforo verde ma un'auto di fronte gli ostruiva la vista. Alla lettura del dispositivo le mamme delle due giovanissime vittime, hanno dichiarato commosse: «Un grande dolore ma anche una grande vittoria per noi. Le bambine non torneranno più a casa ma abbiamo avuto la soddisfazione dell'assenza del concorso di colpa. Le ragazze hanno attraversato sulle strisce, con il verde pedonale, i nostri avvocati sono stati bravissimi a dimostrare ciò. Non ci aspettavamo una sentenza così». Opposto, ovviamente, il parere degli avvocati Franco Coppi e Gianluca Tognozzi, difensori di Pietro Genovese: «La sentenza non rispecchia quello che è emerso dagli atti, soprattutto rispetto al rosso pedonale. Comunque tutte le sentenze si rispettano e le motivazioni ci daranno conto del ragionamento del giudice. Il dramma di Pietro lo ha manifestato lui stesso durante questo processo, la morte di Gaia e Camilla ha cambiato per sempre la sua vita e non pensa ad altro da quel giorno. Evidentemente con la pena irrogata vede tutto ancora drammaticamente più buio».

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