Anglotedesco

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martedì 29 dicembre 2020

IL GEOLOGO ALESSANDRO TIBALDI:"Fenomeno partito dallo scontro di tre placche"


Alessandro Tibaldi, professore ordinario di Geologia alla Bicocca di Milano, cos'ha pensato ieri nella giornata dei terremoti? 

«Iniziamo dalla Croazia, che è il più forte di tutti con magnitudo 6.4, seguito a breve distanza da uno di 4.5. Lunedì ce n'erano stati altri due di 4.8 e 5.2. Tutte magnitudo che creano danni, ma non stupiscono perché la Croazia è zona sismica. Nessuno poteva sapere che si sarebbe ripetuto il giorno dopo. Certo, quando ci sono terremoti forti ci possono essere sempre delle repliche». 

È lo stesso motore geologico di quello di Verona? 

«Sì, si tratta dell'avvicinamento della placca europea con quella africana, tra le quali ci sono diverse microplacche, in questo caso quella adriatica. L'incrocio tra queste tre entità ha portato ai terremoti». 

Quello di Verona come si distingue? 

«Con una scossa di magnitudo 4.4 preceduta da una di 3.4 e una di 2.8. Quando come nel veronese i terremoti sono nella stessa zona e a una profondità simile sono riconducibili alla stessa faglia. Sotto la Pianura Padana c'è una faglia, cioè una frattura che libera energia, dovuta al movimento delle tre placche di cui sopra». 

Croazia e Verona sono collegate dunque? 

«Il grande meccanismo regionale è lo stesso, poi l'energia si libera lungo diverse faglie. In questo caso, una in Italia e una in Croazia. Due fratture separate e lontane l'una dall'altra». 

E Verona è zona sismica? 

«È categoria 3, cioè moderata, il massimo del pericolo è 1 e il minimo 4, il che non significa che raramente non possano verificarsi terremoti forti come quello del 1117 di magnitudo 6.5, dunque trenta volte maggiore di ieri: fu con 30mila morti il più forte evento sismico della Pianura Padana». 

Stavolta sono stati fortunati? 

«Sì, il terremoto ha solo spaventato e fatto vibrare gli edifici. In genere, i guai arrivano sopra magnitudo 5». È passato inosservato anche il recente sisma milanese più forte da 500 anni. «Era 3.4 e dovuto alle solite placche che provocano faglie non molto pericolose a Nord degli Appennini. Anche Milano è in categoria 3».

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