Anglotedesco

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mercoledì 30 dicembre 2020

Il Papa e il viaggio in Iraq .Verso lo storico incontro con l’ayatollah sciita

 


da LA REPUBBLICA del 30 dicembre 2020.Paolo Rodari

Il grand’ayatollah al Sistani, leader spirituale sciita, avversario dell’Iran e difensore dell’autonomia degli sciiti iracheni, potrebbe avere un incontro con Francesco a Najaf durante la visita di quest’ultimo in Iraq, dal 5 all’8 marzo prossimi. La Santa Sede sta lavorando a un appuntamento che prevede anche la firma del documento sulla fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune che Papa Bergoglio sottoscrisse già il 4 febbraio dello scorso anno ad Abu Dhabi assieme al grande imam sunnita di Al Azhar, Ahmad Al Tayyeb. Se le diplomazie riusciranno ad accordarsi, l’incontro avrà un impatto importante e decisivo a livello internazionale circa la convivenza pacifica e il dialogo fra le parti. «Aspettiamo che la Santa Sede dica qualcosa in merito a questa proposta condivisa con Najaf», ha detto all’agenzia Sir il patriarca caldeo di Bagdad, il cardinale Louis Rapahel Sako. E ancora: «Come è noto gli sciiti sono la maggioranza in Iraq e il grande ayatollah qui ha una enorme valenza religiosa e politica e sociale».

Al Sistani, 90 anni, è leader di una minoranza islamica che grazie a lui ha saputo arrestare l’offensiva jihadista in Iraq, porre fine alla presa del sedicente Stato Islamico su Mosul e completare la liberazione del Paese dal giogo degli uomini di Abu Bakr al Baghdadi. Esponente di punta della Hawza di Najaf e riferimento per milioni di fedeli sciiti sia all’interno sia all’esterno della terra dei due fiumi, al Sistani è stato negli ultimi anni una sponda importante per l’amministrazione di Washington nelle sue politiche volte a depotenziare l’Iran khomeinista.

Papa Francesco e la Santa Sede non cercano rapporti che acuiscano ulteriori divisioni ma, al contrario, lavorano per la pace fra appartenenze religiose differenti. Il Vaticano è consapevole che parte dello sforzo per la pace e per la ricostruzione dell’Iraq è ostacolato dalle tensioni Fra Stati Uniti e Iran. Ma la firma che chiede ad al Sistani è la medesima che è stata richiesta all’imam di al Azhar ed è volta a far sì che fra sciiti e sunniti possa finalmente regnare una parità di cittadinanza e che la religione non sia più pretesto per alimentare divisioni e odi reciproci.

In passato Francesco ha avuto degli incontri con dei religiosi sciiti iraniani, ma mai con un leader non sunnita del calibro di al Sistani. Il mondo islamico riconosce al Papa un carisma unico nel riuscire ad aprire porte che sembrano chiuse. Tutti l’hanno visto all’opera nell’incontro con il leader degli yazidi o negli appelli a difesa degli uiguri in Cina e dei rohingya in Myanmar. Dice Sako: «Egli è un uomo semplice, che non ha paura di andare dritto incontro all’altro e i musulmani ammirano molto questi gesti; ci dicono che è un Papa speciale e che tanti passi ha compiuto nella direzione del dialogo».

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