Anglotedesco

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martedì 29 dicembre 2020

Insulti via social alla prima infermiera vaccinata

  


di Michele Sasso 

In sole 48 ore è passata da simbolo della speranza contro il Covid a bersaglio degli insulti dei negazionisti. Contro Claudia Alivernini, infermiera dell'Istituto di malattie infettive Spallanzani di Roma, e prima vaccinata del Paese si è scatenata la violenza verbale dei no-Vax più estremisti con minacce via social. Alla vigilia del Vaccine Day la professionista di 29 anni, forse già consapevole del rischio, aveva bloccato i suoi profili social. Qualcuno, forse indispettito dal trovare le "porte chiuse", ha creato due profili fasulli col suo nome (su Facebbok si trova il suo nome associato a "infermiera" e "Roma") e la sua immagine, e ora rischia una denuncia alla polizia postale. «E ora vediamo quando muori» è una delle frasi choc che la giovane infermiera si è vista rivolgere. Gli assalti verbali sono comparsi sui profili istituzionali che hanno diffuso la notizia della sua vaccinazione, sotto gli articoli di giornale, e su vari gruppi social. Una situazione che ha preoccupato molto la ragazza, che sta valutando una denuncia. Uno di questi insulti ancora si rintraccia in Rete ed è eloquente: «Simbolo di cosa? Ma vaff...». Minacce gratuite da parte di chi riesce a negare che nel mondo ci sono 80 milioni di casi confermati, quasi 2 milioni di vittime e che tutti i Paesi sono uniti in prima linea nella lotta al virus, a partire dall'Italia che fino a ieri ha contato oltre 73mila decessi. «Una vergogna - l'ha difesa il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti - Il suo sorriso ci ha raccontato una storia di forza e speranza. Una professionista che ha combattuto il Covid, come tanti che si sono trovati in prima linea». Claudia Alivernini fa parte delle Uscar del Lazio, cioè le unità speciali che si occupano anche delle cure a domicilio e di tutti i fronti sul terreno, dai drive in per i tamponi alle zone rosse. Gli infermieri si stringono a difesa della collega 29enne: l'Ordine di Roma (a cui Alivernini è iscritta) e la Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche (Fnopi) si schierano «contro l'oscurantismo». «È inconcepibile che Claudia, simbolo del compito di tutela verso i cittadini degli infermieri nella pandemia, possa essere attaccata e minacciata, anche di morte. È inconcepibile non solo dal punto di vista umano». Solidarietà le è arrivata anche dai banchi del governo, dal ministro per i Rapporti con il Parlamento, Federico D'Incà (M5S) che si è detto «al suo fianco» e da tutto il mondo politico. 


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