Anglotedesco

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lunedì 21 dicembre 2020

La campagna inizia il 27 dicembre:"Ma Regioni e Asl sono in ritardo"



Pronti, via. Il 27 dicembre inizia la più grande campagna di vaccinazione di tutti i tempi. In Italia, come nel resto d'Europa. Anche se il Vaccine-Day sarà poco più del taglio di un nastro, perché entro Capodanno ai nostri sanitari andranno appena 9.750 dosi del vaccino Pfizer approvato ieri dall'Ema. Poi a cavallo dell'Epifania, fa sapere lo staff di Arcuri, si comincerà sul serio. Prima di tutto portando fiale e siringhe ai 570 mila anziani e operatori delle Rsa. E poi iniziando a immunizzare un milione e 400 mila operatori sanitari di Asl, ospedali e cliniche. La buona notizia è che fino a ora i dati acquisiti informalmente dalle Regioni dicono che l'adesione di medici e infermieri è più alta del previsto: un 80% destinato anche a salire nei prossimi giorni. Ma da qui il bicchiere inizia a farsi mezzo vuoto. Se la macchina distributiva sembra pronta ad andare subito a pieni giri, non altrettanto si può dire di quella organizzativa in mano a Regioni e strutture sanitarie, nella maggior parte delle quali nessuno sa ancora a chi spetterà eseguire le vaccinazioni e, soprattutto, preparare le dosi. Visto che ogni fiala ne contiene cinque, che vanno scongelate, diluite e preparate attraverso un complicato percorso descritto nelle 10 pagine del manuale di istruzioni del servizio sanitario inglese. Fatto circolare dai medici sulle loro chat, ma che Regioni e direzioni sanitarie di Asl e ospedali si sono ben guardate dal comunicare attraverso corsi rapidi di formazione «dei quali non si ha notizia in larga parte d'Italia», denuncia il sindacato dei medici ospedalieri, l'Anaao . 

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