Anglotedesco

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martedì 29 dicembre 2020

La terra trema a Est tra Croazia e Italia.«Bambini sepolti»


di Stefano Giantin 

Un boato cupo, come se stesse arrivando un treno, seguito da un tremore improvviso che diventa via via più forte, facendo ondeggiare gli alberi e i pali della luce e cadere le vecchie case d'epoca asburgica. Dopo, urla di dolore, gente che vaga terrorizzata o resta impietrita, il silenzio polveroso tra rovine e macerie dalle quali saranno recuperate almeno sette vittime, decine i feriti, molti gravi, danni ancora incalcolabili a edifici e infrastrutture. È il bilancio, ancora parziale, del forte terremoto che ha colpito ieri poco dopo mezzogiorno la Croazia centrale, fra le aree più povere del Paese, con epicentro nella cittadina di Petrinja, a una quarantina di chilometri da Zagabria, ma con un pesante impatto e lutti anche nelle aree circostanti, in particolare a Glina, mezz'ora d'auto in direzione della Bosnia. Si è trattato di un sisma di 6,2 gradi della scala Richter, ha specificato il Servizio sismologico croato, il più potente mai registrato nell'area da quello del novembre 1880, che provocò il crollo di centinaia di edifici a Zagabria e danneggiò seriamente la cattedrale. Quello di ieri sarà ricordato per decenni, a Petrinja, cittadina di 20mila abitanti dove «il centro non esiste più», ha comunicato la Tv pubblica croata, mandando in onda immagini drammatiche di case sventrate e tetti implosi. Tra gli edifici caduti, anche l'asilo, fortunatamente vuoto, mentre danni sono stati segnalati anche all'ospedale locale. «Ero davanti all'ingresso quando tutto ha iniziato a tremare, il palazzo davanti oscillava, solo dopo dieci minuti mi sono reso conto di cosa era accaduto, un cataclisma», ha raccontato un impiegato dell'ufficio postale di Petrinja, città che «sta sperimentando l'inferno», ha affermato il sindaco Darinko Dumbovic, che ha descritto Petrinja come «una grande rovina». E si è detto vicino in particolare «alle famiglie sopravvissute alla tragedia» e a quelle che piangono i loro morti. La vittima più giovane, una bambina di 12 anni, di Petrinja, mentre cinque sarebbero i deceduti a Glina, uno in una chiesa crollata a Zazina, in un'ampia area disastrata dove le autorità hanno deciso di permettere la libera circolazione, eliminando i "lasciapassare elettronici" introdotti per contenere l'epidemia. Sisma che è stato talmente forte da essere percepito nella lontana Belgrado e in tutti i Balcani, con blackout e danni anche al Parlamento a Zagabria, dove a migliaia si sono riversati in strada per paura.Le scosse sono state avvertite anche in Italia, in particolare a Trieste. E pure nella vicina Slovenia, dove l'unica centrale nucleare nell'area dell'ex Jugoslavia, quella di Krsko - costruita in zona sismica secondo molti esperti - si è «automaticamente spenta» in via precauzionale, ha informato l'Agenzia slovena per la sicurezza nucleare. Nord Italia che, nel pomeriggio, ha tremato nuovamente, questa volta per tre sommovimenti ravvicinati nella zona di Verona, mettendo in allarme la popolazione.Il sisma di ieri in Croazia era stato preceduto già lunedì da tre scosse registrate tra Petrinja e la città croata di Sisak, terremoti che avevano già indebolito in particolare gli edifici più vecchi. «Non è più sicuro stare qui», ha commentato il premier croato Andrej Plenkovic, che ha promesso container e di aprire le caserme per ospitare gli sfollati. «Ricostruiremo tutto, dopo un anno veramente difficile», ha promesso il presidente croato Zoran Milanovic, che ha paragonato la distruzione di Petrinja «a Grozny». Annus horribilis ovunque, il 2020, che è stato in effetti più crudele proprio in Croazia, che già a marzo era stata colpita al cuore, a Zagabria, da un terremoto di magnitudo 5,5. La Croazia non sarà però lasciata sola, ha assicurato ieri l'Ue, che si è detta pronta a «fornire aiuti» all'ultimo Paese ad aderire all'Unione, nel 2013. Ma a tendere una mano, oltre all'Italia, è stata anche la Serbia, che ha con la Croazia rapporti ancora conflittuali a causa delle guerre degli Anni Novanta. Ma che ha offerto subito assistenza «tecnica e finanziaria». 

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