Anglotedesco

Anglotedesco

venerdì 18 dicembre 2020

L'Europa boccia il cashback dell'Italia

 


di Alessandro Barbera 

Chi l'avrebbe mai detto. Per anni le istituzioni internazionali ci hanno spiegato che l'uso del contante è un gesto criminogeno e ora la Banca centrale europea - in un parere dettagliato - dice che non va demonizzato e, anzi, svolge una funzione sociale. La lettera, firmata dal membro lussemburghese del board Yves Mersch il giorno prima di lasciare (per scadenza del mandato) il 14 dicembre, provoca la reazione piccata del ministero del Tesoro. Uno scontro a parti invertite.Mettiamo in ordine i fatti. Ogni volta che un governo prende decisioni che entrano nella sfera di competenza della Banca centrale, è prassi chiedere un parere preventivo a Francoforte. Qui c'è il primo problema: il governo italiano dimentica di farlo, la Bce fa finta di nulla e (come sempre) pubblica comunque un parere ex post. Vai a sapere se lo sgarbo abbia contribuito ad alzare i toni, ma tant'é. Ora veniamo al punto: perché la Bce critica lo sconto fino a 1.500 euro per chi fa uso del contante? Non avrebbe dovuto applaudire? Mersch ammette che la misura può avere effetti positivi contro l'evasione, ma definisce il progetto «sproporzionato» per gli effetti sulla circolazione del contante. Se i dati ufficiali sono corretti, il cashback sta andando fin troppo bene: cinque milioni di iscritti e più di sedici milioni di transazioni. Ecco perché il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri l'ha presa malissimo. Dice (correttamente) che il parere «è formale, non vincolante» e non desta «nessuna preoccupazione né ripensamenti». Non è finita qui. Dal Tesoro fanno sapere che «le posizioni del dottor Mersch in materia sono note ed esprimono una corrente d'opinione tradizionale, sempre meno rilevante all'interno della Bce e nel contesto europeo dove invece è forte l'impegno per modernizzare il sistema finanziario e per una maggiore diffusione dei pagamenti digitali». Insomma, «rilievi non fondati, in quanto come è noto il cashback italiano non limita minimamente l'utilizzo del contante né penalizza chi lo usa».La risposta, formalissima, è rivolta ad una istituzione, eppure i toni verso l'ex responsabile degli Affari legali di Francoforte suonano come un se ne vada al diavolo. La lettera di Mersh non lascia nulla al caso. Spiega che la Bce valuta «il potenziale effetto negativo del meccanismo sul sistema di pagamento» perché «compromette l'obiettivo di un approccio neutrale nei confronti dei mezzi di pagamento disponibili». Mersch dice di non vedere «la prova chiara che il meccanismo di cashback consenta di conseguire la finalità pubblica della lotta all'evasione». Un passaggio in cui obiettivamente eccede la causa, ma tant'é. Più interessante è il passaggio in cui il lussemburghese - senza dirlo apertamente - giudica il meccanismo alla stregua di una televendita: «Il decreto introduce un rimborso ai primi centomila aderenti che abbiano totalizzato il maggior numero di transazioni», mentre «qualunque limitazione ai pagamenti in contanti deve rispettare i requisiti relativi al corso legale delle banconote in euro». La tesi di Mersh può essere sintetizzata così: va bene incentivare l'uso delle carte elettroniche, ma qui siamo oltre, e forse state premiando solo chi se lo può permettere. E però - dettaglio non irrilevante - lo dice chi ha il monopolio dell'emissione di banconote. 

Nessun commento:

Posta un commento