Anglotedesco

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sabato 19 dicembre 2020

Mattarella:il mondo chiede una svolta a tutti i governi

 


di Ugo Magri 

Se il Covid fosse di insegnamento agli umani, dice il capo dello Stato Sergio Mattarella senza farsi illusioni, avremmo d'ora in avanti relazioni internazionali completamente nuove, fondate sull'aiuto reciproco, sulla mano tesa, sulla cooperazione tra i popoli. Detto nel linguaggio che meglio si addice a una platea di ambasciatori (accolti al Quirinale in pochi per colpa del virus, e ben distanziati tra loro), il presidente della Repubblica si aspetta in futuro «una collaborazione senza riserve» tra i grandi leader. Auspica una «governance effettivamente ed efficacemente globale» per fronteggiare minacce come le pandemie. È a tutti chiaro, sostiene, che «le sfide non sono contenibili in un singolo angolo del mondo», dunque urge un cambio di passo: basta con gli atteggiamenti di sfida, non se ne può più della competizione smodata tra le grandi potenze. Si mettano da parte le «polverose parole d'ordine nazionalistiche, causa di tensioni, di crisi, di povertà, e si infonda nuovo vigore al multilateralismo» che, in concreto, significa meno realpolitik e più rispetto reciproco.Il primo vero banco di prova saranno i vaccini. In totale sintonia con papa Francesco, Mattarella si schiera con i paesi del Terzo Mondo che rivendicano un «accesso equo e tempestivo ai farmaci, basato sulla condivisione e non guidato da logiche di profitto». Chissà se le multinazionali di Big Pharma saranno d'accordo. L'Italia farà la sua parte, assicura il capo dello Stato: nel 2021 avrà la «straordinaria occasione di svolgere un ruolo da protagonista» attraverso la presidenza del G20 e il vertice mondiale della salute che si terrà da noi. Trattandosi del tradizionale scambio di auguri con il corpo diplomatico accreditato, Mattarella risparmia le bacchettate ad altre occasioni meno cerimoniose. Dunque non nomina mai il presidente americano che sta per uscire di scena, tanto meno cita il successore democratico. Tuttavia non è difficile scorgere una critica al trumpismo nel «severo» richiamo del suo discorso a una «maggiore compattezza e solidarietà», che dovrebbe mettere fine alla «volatilità» delle relazioni internazionali; idem nell'appello del presidente a ricostruire una tela di solidi e pacifici rapporti tra Stati dopo una fase che definire movimentata sarebbe poco. Altrettanto facile è cogliere un indiretto elogio al presidente Joe Biden là dove Mattarella, parlando di lotta contro i cambiamenti climatici, plaude agli «incoraggianti segnali di ritorno sul campo di significativi protagonisti»: e chi se non gli Stati Uniti d'America? Grazie al prossimo inquilino della White House, fortemente impegnato in questa battaglia, le sorti del pianeta potranno cambiare in meglio.

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