Anglotedesco

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martedì 29 dicembre 2020

Nei casali o sulle barche .Caccia agli organizzatori dei veglioni clandestini




da LA REPUBBLICA del 29 dicembre 2020. Alessandra Ziniti

«Quest’anno avremo lo spioncino della porta accanto», dice un poliziotto già impegnato nella caccia alle feste clandestine. E non c’è dubbio che in questo capodanno di resilienza, con i calici innalzati in videochat, i vicini saranno il dodicesimo uomo in campo nella delicatissima partita dei controlli che le forze dell’ordine giocheranno con i forzati del veglione a tutti i costi. Come successo già ieri a Teramo dove una tempestiva telefonata al 113 ha guastato in anticipo la festa che otto minorenni stavano preparando, ripulendo una casa vuota di proprietà del padre di uno di loro. «Hanno ammesso subito — racconta Mimmo De Carolis, capo di gabinetto della questura di Teramo — tutti ragazzini tra i 15 e i 17 anni, di famiglie benestanti. Si stavano preparando per la notte di Capodanno che avrebbero trascorso lì forse con altri amici. Li abbiamo riconsegnati ai genitori, ognuno con due multe da 400 euro, perché stavano senza mascherina e perché, in giorno di fascia rossa, erano usciti da casa senza motivo. Facciamo appello a tutti i genitori perché tengano d’occhio i loro ragazzi. Quest’anno è da queste feste che viene il pericolo».Il bilancio dei controlli del weekend di Natale è andato meglio del previsto, 3.732 sanzioni su oltre 282.000 persone controllate, ma adesso, sui social e sulle chat di WhatsApp è già partito il tam tam delle feste clandestine di Capodanno, con tanto di dj ingaggiati in ville e casali lontani dai centri abitati, feste in barca o in baite. Da Trieste a Imperia, da Rimini a Venezia, gruppi di investigatori specializzati monitorano il web per intercettare eventuali rave, covid-party, veglioni. Il prefetto di Venezia, Vittorio Zappalorto, ha dato indicazioni precise alle forze dell’ordine di rinforzare i controlli in Laguna per bloccare l’organizzazione di serate in barca. «No a iniziative clandestine — dicono gli operatori della Silb, l’associazione imprese di intrattenimento, di Venezia — Prendiamo le distanze da coloro che pensano di violare il Dpcm che impone la chiusura dei locali notturni; e, nel contempo, lanciamo un appello alla responsabilità personale dei cittadini e alla vigilanza da parte delle autorità».Sui siti i prezzi di case, bed and breakfast, ville e agriturismi sono schizzati alle stelle in qualsiasi località. Affittare una villa dove organizzare il cenone con gli amici lontano da occhi indiscreti è un gioco da ragazzi. Ci abbiamo provato anche noi senza difficoltà, dichiarando di essere tra 15 e 20. Per due notti a Ladispoli, sul litorale romano, tre camere con letti matrimoniali, Jacuzzi e «la possibilità di aggiungere letti» qua e là, ci hanno chiesto 2.500 euro. E «si sbrighi perché abbiamo un sacco di richieste». Ma come facciamo a venire fin lì da Roma il 30 dicembre? «Si può, si può...».Ecco perché il dispositivo dei controlli che il Viminale sta approntando per il weekend di Capodanno sarà molto diverso da quello degli altri anni. Non più piazze delle città e centri storici blindati per contenere le feste e i brindisi di piazza, che ovviamente quest’anno non ci saranno, ma un altissimo numero di pattuglie di polizia, carabinieri, guardia di finanza, militari, forestale e polizie municipali su strade provinciali e comunali, lungo le vie di accesso a località di campagna e montagna. E naturalmente controlli sulle seconde case dove è consentito spostarsi all’interno della propria regione anche nei giorni di zona rossa, ma solo a un nucleo familiare che può ricevere non più di due persone non conviventi, eventualmente con minori di 14 anni. I controlli nelle case — come chiarito dal capo della polizia, Franco Gabrielli — non sono previsti ma se vi è una segnalazione che si sta commettendo un reato ( basta il disturbo della quiete pubblica) l’intervento è assicurato.

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