Anglotedesco

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sabato 19 dicembre 2020

NICOLA MAGRINI:«Entro marzo 4,5 milioni di vaccinati»



da IL CORRIERE DELLA SERA del 19 dicembre 2020.Intervista di Margherita De Bac

Il 27 dicembre ci saranno i primi vaccinati. Un «gesto simbolico» da parte della Ue, dice Nicola Magrini, direttore dell’agenzia del farmaco Aifa. «Poi inizieranno regolari consegne settimanali da circa 300 mila dosi ciascuna. Nel primo trimestre contiamo di immunizzare un milione e mezzo di italiani al mese», in tutto 4,5 milioni di persone.

Nicola Magrini, direttore dell’agenzia del farmaco (Aifa), come si articolerà il calendario di questa vaccinazione storica?

«Il 24 dicembre, una volta che il vaccino sarà approvato dall’Agenzia europea lunedì 21 dicembre e poi congiuntamente dalla Commissione europea e da Aifa, camion dell’azienda Pfizer partiranno dal sito di produzione in Belgio con i primi quantitativi. Il 25 dicembre, scortati dall’esercito, raggiungeranno lo Spallanzani. Da qui, tra il 25 e il 26, le dosi saranno inviate alle Regioni. Il 27 saremo pronti a cominciare con una grande e comune somministrazione europea dimostrativa».

Dimostrativa?

«Il 27 dicembre è una data concordata con l’Ue per dare un segnale di unità e condivisione. Si era discusso di anticipare ulteriormente al giorno di Natale, ma ci siamo accordati per il 27. In Italia 10mila operatori sanitari, medici e infermieri, si sono prenotati spontaneamente per la vaccinazione che consentirà in partenza di avere ospedali Covid free».

E dopo?

«Inizieranno regolari consegne settimanali da circa 300mila dosi ciascuna, destinate ai 222 punti di vaccinazione già indicati dalle Regioni ai quali se ne aggiungeranno altri fino ad arrivare ai 300 concordati. Tutti dotati di celle frigorifere capaci di garantire la temperatura di conservazione del vaccino».

Perché scaglionare?

«Per gestire meglio l’operazione, soprattutto nella fase iniziale. Verrà assicurata una disponibilità continua. Lo scaglionamento graduale è un vantaggio: consentirà anche aggiustamenti in funzione dei fabbisogni regionali».

E poi?

«Le consegne andranno avanti così per circa un mese. Poi dovremmo cominciare a ricevere anche il vaccino di Moderna, se sarà approvato i primi di gennaio. Nel primo trimestre contiamo di immunizzare un milione e mezzo di italiani al mese appartenenti alle categorie indicate come prioritarie: operatori sanitari, lavoratori e ospiti delle Rsa».

Fra i sanitari a chi va la precedenza?

«Si procederà per ordine di prenotazione come ricevute dal Commissario all’Emergenza Covid-19. Stiamo andando molto rapidamente dopo che l’Ema ha annunciato di aver anticipato i tempi di approvazione, in questi giorni sono in corso riunioni delle Commissioni tecniche. Il via libera formale è previsto il 23, il giorno stesso le agenzie regolatorie nazionali come Aifa riceveranno le schede tecniche. Noi abbiamo già trasmesso ad Ema la traduzione italiana, un documento di 25 pagine. Sul nostro sito pubblicheremo tutte le informazioni per i cittadini».

Timori per gli eventi avversi?

«L’azienda li ha già resi noti molto bene in uno studio pubblicato sul New England Journal of Medicine: si sono avuti effetti indesiderati di lieve o moderata entità, facilmente gestibili, come dolore nel punto di iniezione, malessere, astenia, febbre nel 2030% dei casi, un po’ più accentuati rispetto al normale vaccino antinfluenzale. In Gran Bretagna e Usa nei primi vaccinati sono stati segnalati un caso ogni 50mila di reazioni allergiche gravi in soggetti fortemente allergici. Si sta valutando come comunità di ricerca internazionale se aggiungere o meno controindicazioni per alcune categorie».

Quanto tempo occorre per ogni vaccinazione?

«Una mezz’ora in tutto. È un atto medico a tutti gli effetti che quindi prevede informazioni dialogate e la firma del consenso».

Entro l’anno saranno disponibili 6-7 vaccini diversi. Il cittadino potrà scegliere?

«Non credo. Sarà, come deve essere a mio avviso, una scelta di sanità pubblica».

Aifa che altro ruolo avrà?

«Valuterà per ciascun vaccino la rimborsabilità da parte nel nostro Servizio Sanitario Nazionale e, a partire dal secondo vaccino, valuterà la sovrapponibilità tra i vari prodotti in modo comparativo. Abbiamo istituito un Comitato Scientifico ad hoc sulla sorveglianza dei vaccini per monitorare i possibili effetti indesiderati e valutarne in modo comparativo la sicurezza».

Chi non ha avuto il Covid ha la precedenza?

«Chi ha avuto la malattia ha sviluppato una risposta immunitaria, ma possono essere passati anche molti mesi e più avanti si vedrà con i test salivari di identificare i soggetti che possiedono anticorpi per selezionare le persone che hanno più urgenza di essere immunizzate».

E i bambini?

«Saranno fra gli ultimi a essere vaccinati, dopo l’estate. È la categoria a minor rischio. Non sviluppano la malattia e rispondono meglio all’infezione».

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