Anglotedesco

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mercoledì 30 dicembre 2020

Recovery, così il governo vuole accelerare





 di Paolo Baroni

Terminata la due giorni di confronto al Mef con i ministri Roberto Gualtieri e Vincenzo Amendola che hanno incontrato le delegazioni del Pd e dei 5 Stelle, di Leu e di Italia Via, sul Recovery fund la palla ora passa al presidente del Consiglio. A cui tocca ora fare la sintesi politica del tutto e appianare le non poche divergenze tra le richieste avanzate dalle varie forze di maggioranza. E poi andranno sfrondati ancora i progetti: l'ultima bozza del piano che impegna i 196 miliardi di fondi Ue, datata 29 dicembre, conta ben 157 pagine ed articola le sei missioni in ben 17 schede. «Da oltre 600 siamo scesi a 55 progetti, ancora troppi» per Conte.Lo scontro sulle risorseAltra questione delicata, le risorse. Ancora ieri il ministro dell'Economia ha spiegato che durante tutti gli incontri ha ricordato ai partner di governo che «noi dobbiamo mantenere un profilo di sostenibilità della finanza pubblica», per cui anche se adesso le regole europee sono sospese, occorre mantenersi nei saldi decisi dalla Nadef e votati da tutti. «Adesso ci sarà un nuovo scostamento di bilancio e quindi sarà possibile qualche piccolo aggiustamento, ma - ha proseguito - come ha ricordato anche il commissario Gentiloni, non si possono usare tutti i prestiti a debito pubblico, non lo fa nessuno in Europa e non sarebbe giusto farlo in Italia».Un concetto questo che, ripetuto anche ieri pomeriggio nel corso dell'incontro con Iv, è stato contestato dal presidente dei senatori renziani, Davide Faraone, contrario all'idea di fissare limiti tanto rigidi.Fonti di governo giudicano «positivo» il lavoro di merito svolto in questi giorni. Di tutt'altro parere Italia viva, che ieri, al termine di una maratona durata tre ore, ha parlato di «confronto non risolutivo». «Sui contenuti non ci siamo, ci separa un abisso», «le distanze sono siderali», hanno sottolineato fonti renziane. Per Iv i «punti cruciali» sono «il Mes, le infrastrutture, la giustizia, la pubblica amministrazione, il 5G, il no alla fondazione Cybersecurity, la questione demografica e la scarsa attenzione riservata ai giovani». La road mapGualtieri è «fiducioso che anche sul Recovery plan si possa produrre una sintesi positiva», così come è stato fatto sulla legge di Bilancio. «Dobbiamo fare una sintesi politica. È urgente», ha spiegato a sua volta Conte durante la conferenza stampa di fine anno. «Lo dico molto francamente, va fatta nei prossimi giorni e non valgono i giorni di festa». Il premier intende infatti portare il Recovery plan in Consiglio dei ministri «ai primi i gennaio» in modo sottoporre la bozza al Parlamento ed alle parti sociali, ed approvare il progetto definitivo entro metà febbraio. Quanto alla governance, «ci sarà un decreto legge: sarà una struttura di monitoraggio - ha puntualizzato il premier - per declinare i contorni, la fisionomia e i percorsi preferenziali per opere e investimenti. Una garanzia precisa come ci chiede l'Europa».

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