Anglotedesco

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lunedì 21 dicembre 2020

SANDRA ZAMPA: «A fine ottobre 2021 tutto il Paese sarà in sicurezza»


Intervista di Alessandro Di Matteo

Il via libera al vaccino dell'Ema è «finalmente una bella notizia», l'Italia è «pronta» e si partirà dal 27 dicembre, quando verranno consegnate le prime dosi. Sandra Zampa sembra tranquilla, nonostante la notizia della variante inglese del virus, la sottosegretaria alla Salute spiega che il nuovo ceppo non influirà sul piano vaccinazioni, che partirà da operatori sanitari e Rsa. 

Ma siamo pronti col piano vaccini? 

«Dal giorno dopo la consegna del vaccino, il 27 dicembre, siamo pronti a partire. Dovremmo iniziare tutti lo stesso giorno in Europa, un'iniziativa con un'alta valenza simbolica ovviamente che il nostro ministro ha fortemente voluto e per la quale si è speso». 

Come funzionerà il piano vaccini? E quanto ci vorrà per immunizzare una fetta sufficiente di popolazione? 

«Per essere in sicurezza la copertura deve arrivare attorno al 70% della popolazione. Parliamo di ottobre se tutto va bene, ma proprio bene. Ma quando saremo a 15-20 milioni di vaccinati saremo già a un livello importante che permetterà di dare più ossigeno al paese. L'Italia ha opzionato 202 milioni di dosi. Il piano è stato messo a punto, si parte dagli operatori della sanità - medici e infermieri in testa - e poi Rsa». 

E non sarà obbligatorio... 

«Al momento rendere obbligatorio il vaccino probabilmente rafforzerebbe i dubbi di chi è incerto. È sconsigliabile partire con l'obbligo. Meglio spiegare alle persone cos'è il vaccino, come è stato fatto. Ribadire che la fretta non ha messo in discussione la sicurezza, che si è andati veloci perché si è investito tantissimo. Nessuna delle fasi di sperimentazione è stata saltata. Il vaccino che arriva è sicuro come tutti gli altri che facciamo». 

Ma il nuovo ceppo individuato in Gran Bretagna può rendere inefficace il vaccino? 

«No, l'Ema si è già espressa, ha certificato che il vaccino non viene in alcun modo messo in discussione. Ma chi è malato può contagiare più persone, e questo rischia di creare una pressione difficile da sostenere per gli ospedali. Però l'impatto sulla salute al momento pare identico». 

Quali misure studiate per bloccare la variante inglese? 

«Innanzitutto l'immediato tracciamento delle persone tornate dall'Inghilterra. Poi c'è stata la chiusura dei voli e degli scambi. E vorrei sottolineare che c'è un tavolo europeo per iniziative concordate per arginare la nuova variante... Un'altra storia rispetto a quello che accadde lo scorso febbraio. E si sta lavorando poi per fare in modo che gli italiani in Inghilterra possano rientrare, come pure chi era magari semplicemente in transito». 

Ma bisognerà inasprire ulteriormente le norme? 

«Alla fine delle misure di Natale si torna alle zone colorate: giallo, arancione e rosso. Sicuramente dovremo continuare con quel modello, che ci ha permesso di mantenere una relativa normalità almeno nelle zone rosse e arancione». 

Meloni e Salvini dicono che il decreto Natale è prova del fallimento delle settimane scorse. 

«È facile fare propaganda. La strategia ha sempre previsto un passo dopo l'altro. Chiudere tutto significava ammazzare il Paese. Il modello ha funzionato, perché non abbiamo più i contagi e le vittime di qualche settimana fa, anche se sono sempre troppi». 

La ripresa della scuola è possibile in questa situazione? 

«La ripresa della scuola deve restare in agenda, bisogna fare in modo che nelle discussioni con le regioni si trovi un punto d'intesa. Molte regioni stanno lavorando davvero intensamente, hanno potenziato per esempio il numero degli autobus, ragioniamo sugli orari scaglionati di ingresso, sui test rapidi, su una presenza ridotta. Ma bisogna ripartire».

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