Anglotedesco

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lunedì 21 dicembre 2020

Scatta la stretta: stop ai viaggi tra regioni


di Alberto Abburrà 

«Il governo è molto unito, le scuole devono riaprire il 7 gennaio». Lo dice la ministra dell'Istruzione, Lucia Azzolina, lo ripete il responsabile della Salute, Roberto Speranza. Tutti d'accordo insomma. Il problema è che il Paese sta per entrare nei quindici giorni più delicati degli ultimi mesi e di certezze all'orizzonte ce ne sono ben poche. Tutto dipenderà dall'impatto che il periodo natalizio avrà sulla curva dei contagi. La prima stretta prevista dal decreto entra in vigore proprio oggi e introduce il divieto di spostamenti tra le regioni in zona gialla. Poi dal 24 dicembre scatterà la zona rossa per tutti. L'auspicio è che l'epidemia continui la sua lenta discesa, ma le incognite sono molte. A partire dai rischi legati agli assembramenti che anche in quest'ultimo fine settimana hanno interessato le grandi città, da Roma (dove via del Corso è stata chiusa per far defluire la folla) a Milano (con il numero chiuso per l'accesso alle gallerie del centro) fino a Torino, Genova e Palermo. Un po' ovunque si sono viste famiglie alla ricerca degli acquisti natalizi o persone in giro per l'ultima domenica di "normalità" con i locali aperti. Tutto lecito, ma per gli esperti anche tutto molto pericoloso. Proprio la chiusura di bar e ristoranti è uno dei capitoli più criticati delle norme. La protesta dei gestori è andata in scena un po' ovunque ma è soprattutto in Campania, in particolare a Napoli, che le associazioni di categoria hanno alzato di più la voce. Qui nel mirino è finito il presidente della Regione, Vincenzo De Luca, per l'ordinanza che nega la zona gialla e di conseguenza costringe i ristoratori a una chiusura anticipata. Altra regione finita nel mirino è il Veneto: anche ieri qui c'è stato il record nazionale di contagi in un giorno (3.869 casi) e anche qui il governatore, Luca Zaia, è dovuto correre ai ripari con una ordinanza. A livello nazionale i numeri del bollettino quotidiano diffuso dal ministero della Salute offrono indicazioni in chiaro-scuro. Perché se i nuovi casi di positività complessivamente nelle ultime 24 ore sono in calo (+15.104), così come i morti ("scesi" a 352) e le persone ricoverate in terapia intensiva (diminuite di 41 unità) va detto che il numero di tamponi effettuati (137.420) è stato inferiore a quello dei giorni precedenti (venerdì scorso erano stati 38.765 in più). Un indicatore che desta preoccupazione è invece il tasso di pazienti positivi sul totale della popolazione testata: un tasso, tornato sopra la quota 10 per cento, precisamente all'11 per cento, come all'inizio del mese di dicembre.

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