Anglotedesco

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domenica 27 dicembre 2020

Scendono i casi: 10.407. Le vittime sono 261



da IL CORRIERE DELLA SERA del 27 dicembre 2020.Paola Caruso

Diminuiscono i decessi causati dal virus. Questo dopo due mesi segnati da tante vittime giornaliere (con un picco di 993 del 3 dicembre), che hanno portato l’Italia a essere il Paese europeo con più morti dietro a Stati Uniti, Brasile, India e Messico (dall’inizio dell’epidemia 71.620 persone hanno perso la vita, secondo l’ultimo bollettino). I morti ieri sono stati 261, quasi la metà dei 459 del giorno prima.

Si tratta del dato più basso dall’inizio di novembre, da quando si è aggravata la seconda ondata. Ma questo numero potrebbe essere incompleto, come capita a volte durante i festivi per via delle comunicazioni parziali da parte delle regioni e delle strutture sanitarie coinvolte. Infatti, mancano del tutto i dati della provincia autonoma di Bolzano.

Diminuiscono anche i contagi nelle ultime 24 ore: sono 10.407 i nuovi casi accertati (contro i 19.037 del giorno prima). La decrescita delle infezioni è condizionata dal forte calo di tamponi: i test, infatti, sono stati 81.285, ben 71.049 in meno rispetto al giorno prima.

Ma la situazione non migliora come dovrebbe: a dimostrarlo è il tasso di positività che si alza ancora, passando dal 12,5% di Natale al 12,8% di Santo Stefano. Per vedere una percentuale simile bisogna andare indietro al 27 novembre quando era del 12,7%. L’epidemia non è ancora sotto controllo e non lo può essere fino a quando il rapporto casi-tamponi non scende sotto il 10% e rimane al di sotto di questa soglia in modo stabile. Il maggior numero di nuovi contagiati è in Veneto (+2.523) — la regione più colpita dal 5 dicembre —, che però registra la metà dei casi del giorno prima (5.010 a Natale) nonostante gli oltre 17 mila tamponi (ieri erano 13 mila), complice anche la presenza della variante inglese del coronavirus scoperta durante le feste. Sono tre, invece, le regioni con nuovi positivi sopra quota mille: Emilia-Romagna (+1.756), Lombardia (+1.606) e Lazio (+1.123). Tutte le altre hanno incrementi a tre o due cifre.

Prosegue il calo delle degenze. I ricoverati nei reparti Covid ordinari sono 23.304: qui i posti letto occupati sono -98. Mentre i malati più gravi in terapia intensiva sono 2.582: i posti letto occupati in rianimazione sono -2. Ma sono entrate +135 persone in terapia intensiva, con la Campania che non fornisce questo dato. Il maggior numero di ingressi è in Veneto (+28), Puglia (+22), Emilia-Romagna (+19) e Lombardia (+14).

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