Anglotedesco

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lunedì 28 dicembre 2020

Snowden, appelli e polemiche. Trump darà la grazia anche a lui?

 



da IL CORRIERE DELLA SERA del 28 dicembre 2020.Massimo Gaggi

Negli ultimi giorni della sua presidenza (anche se lui continua a dare spettacolo dicendo che intende restare alla Casa Bianca) Donald Trump sta usando i poteri di perdono presidenziale per concedere l’immunità a decine di imputati e condannati per reati assai diversi. Fin qui, nei primi due round di assoluzioni, Trump ha graziato politici condannati per corruzione, quattro contractor del governo Usa che hanno ucciso civili in Iraq e gli imputati dell’inchiesta del superprocuratore Robert Mueller sulle interferenze russe nelle elezioni del 2016: un’indagine al centro della quale c’era proprio il presidente, protetto dall’immunità e dai repubblicani che hanno votato contro il suo impeachment.

Ora i collaboratori che gli sono rimasti alla Casa Bianca si attendono una terza ondata di perdoni per i suoi figli, altri parenti e vari collaboratori, compreso Rudy Giuliani: un’immunità preventiva, visto che non sono stati fin qui incriminati. Ma il giro potrebbe allargarsi ulteriormente: in questo campo Trump ascolta i consigli di parlamentari a lui vicini, celebrity e amici come Chris Ruddy, l’editore di Newsmax, sito con rete tv di estrema destra che fa concorrenza a Fox. Forse arriverà il perdono anche per Steve Bannon, lo stratega della sua vittoria nel 2016 che si è riavvicinato a lui dopo la rottura di due anni fa (è imputato per una truffa ai danni di un gruppo di risparmiatori), ma il colpo di spugna più clamoroso potrebbe essere quello a favore di Edward Snowden: il tecnico informatico che, lavorando per la Nsa e la Cia, nel 2013 riuscì a trafugare e a pubblicare documenti sui programmi segreti di spionaggio di Internet e delle reti di telefoniche Usa da parte dell’intelligence.

Ricercato dall’amministrazione Obama con l’accusa di aver attentato alla sicurezza dell’America, Snowden fuggì prima a Hong Kong e poi a Mosca, dove vive da ormai sette anni. Come i democratici, anche i repubblicani considerano Snowden un traditore da processare e incarcerare. Prima di diventare presidente, Trump aveva chiesto addirittura la sua condanna a morte. Ma, sarà perché nel frattempo è diventato una vera celebrity col suo libro Permanent Record e, soprattutto, col film girato da Oliver Stone, sarà perché con le sue rivelazioni ha fatto emergere le bugie di James Clapper, ex capo dei servizi segreti detestato dal presidente, fatto sta che già ad agosto The Donald aveva promesso di prendere in considerazione la richiesta di grazia di Snowden. Se i conservatori continuano a considerarlo un traditore, i repubblicani libertari come il senatore Rand Paul e il deputato Matt Gaetz — due parlamentari coi quali Trump ha un rapporto cordiale — chiedono che Snowden venga riabilitato riconoscendo che, pur violando la legge, ha reso un servizio alla trasparenza: più o meno la tesi sostenuta dalle associazioni dei diritti civili che chiedono da tempo la grazia.

A Mosca, intanto, Snowden è appena diventato padre. Dopo un anno di asilo politico concesso dalle autorità russe e due permessi di soggiorno di tre anni ciascuno, ora Snowden ha ottenuto lo status di residente permanente grazie a una nuova legge che non lo obbliga più a rinunciare alla cittadinanza americana. Adesso Edward, ormai 37enne, e la moglie Lindsay Mills vogliono diventare cittadini russi: Snowden spiega che non vuole rischiare di essere separato dal figlio appena nato che ha già la cittadinanza. Ma il suo obiettivo resta il rientro negli Usa e per questo chiede la grazia. «Ma se Trump ne concede una sola», aggiunge, «è più giusto che a beneficiarne sia il fondatore di Wikileaks Julian Assange».

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