Anglotedesco

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sabato 26 dicembre 2020

V-Day in tutta Europa: "Si inzia a voltar pagina".In Italia 9.750 vaccinati

 


di Federico Capurso 

È il V-Day, il primo giorno di vaccinazione contro il Covid-19. «Un messaggio di fiducia che si irradia in Italia e in Europa», scrive sui social il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, salutando l'arrivo delle prime 9.750 dosi di vaccino Pfizer-Biontech all'ospedale Spallanzani di Roma. Sarà una giornata simbolica. E non solo per il nostro Paese, ma per tutta l'Unione europea che si è coordinata per inaugurare nello stesso giorno la campagna di vaccinazione. Tutta, tranne l'Ungheria del sovranista Viktor Orban, che anche questa volta si è smarcato da Bruxelles e ha dato il via ieri, nel giorno di santo Stefano, alle somministrazioni. Resta comunque «un momento di toccante unità», scrive su Twitter la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen. «Stiamo iniziando a voltare pagina in un anno difficile». Ieri sera, dall'aeroporto militare di Pratica di Mare, a pochi chilometri da Roma, è partita alle 20 circa una flotta di 5 aerei delle Forze armate con l'obiettivo di distribuire i vaccini nelle Regioni. E da lì, nei 300 centri di somministrazione individuati dal commissario straordinario del governo, Domenico Arcuri. Si tratta dell'operazione Eos dell'Esercito, che prevede anche il coinvolgimento di 60 mezzi terrestri e l'utilizzo di 250 militari, con i Carabinieri a scortare il prezioso carico negli spostamenti via terra. Un viaggio a -70 gradi centigradi, temperatura che è fondamentale mantenere nelle speciali celle frigorifere lungo tutto il tragitto per conservare il vaccino. Uno sforzo che permetterà, questa mattina, di inaugurare la campagna di vaccinazione in tutta Italia. Più avanti, sarà invece la stessa azienda farmaceutica a occuparsi dello smistamento delle successive dosi nei 300 centri ospedalieri. La prima a ricevere il vaccino firmato Pfizer sarà un'infermiera dello Spallanzani, Claudia Alivernini. Insieme a lei ci saranno anche i medici infettivologi Alessandra Vergori e Alessandra D'Abramo, l'operatore sanitario Omar Altobelli e la direttrice del laboratorio di virologia, Maria Rosaria Capobianchi, membro del team di ricercatrici che la scorsa primavera isolò per la prima volta il virus nel nostro Paese. «Uno spiraglio di luce - dice Arcuri -, ma l'arrivo del giorno è ancora lontano. Nei prossimi mesi continueremo questa campagna per portare il nostro Paese, nei tempi in cui sarà possibile, fuori da questa emergenza». A preoccupare palazzo Chigi, in questi giorni, sono soprattutto le notizie che riguardano la variante inglese del Covid. Non dovrebbero esserci problemi di efficacia del vaccino, ma la più alta capacità di propagazione del virus mutato rischia di diventare un pericolo in questi primi mesi del 2021. Potrebbe infatti rendere vani gli sforzi compiuti in questi giorni, con le festività natalizie colorate di rosso, per evitare una seconda ondata tra gennaio e febbraio. La "variante inglese" è già stata individuata nel Lazio, in Abruzzo, in Campania, in Veneto, nelle Marche e in Puglia. Ieri anche in Lombardia, con i suoi primi due casi, ma è probabile sia già presente su tutto il territorio nazionale.L'obiettivo, dunque, è fare in fretta ed evitare inciampi lungo la strada della campagna vaccinale. Dopo le prime somministrazioni, ai 300 punti inizialmente individuati se ne aggiungeranno con il passare delle settimane altri 1.200. Ad essere coinvolti saranno 20mila tra infermieri e medici, compresi quelli di base, pediatri e personale delle farmacie. E domani si chiude il bando per il "reclutamento" di 3mila medici e 12 mila tra infermieri e assistenti sanitari, che si dovranno dedicare alle vaccinazioni. Nel frattempo, l'Agenzia italiana del farmaco ha pubblicato ieri il bugiardino del vaccino Pfizer e confermato la complessità delle procedure di conservazione e preparazione. Sarà fondamentale, dunque, formare chi è chiamato a somministrare il vaccino, almeno in questa fase.Le Forze armate torneranno a essere impegnate nel trasporto logistico quando saranno disponibili i vaccini delle altre case farmaceutiche, come AstraZeneca e Moderna. Più semplici da conservare, ma trasportare tutti i vaccini potrebbe diventare complicato. Per questo si sta valutando anche l'utilizzo di aziende private. Alessandro Petrone, presidente di Assoram, l'associazione che riunisce gli operatori logistici della distribuzione di farmaci, ha incontrato di recente Arcuri, «una splendida chiacchierata», dice. E ribadisce al nostro giornale l'importanza di «una distribuzione capillare e sicura, che permetta di accelerare i tempi». 

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