Anglotedesco

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martedì 29 dicembre 2020

Vaccino, l'Italia nei guai.AstraZeneca in ritardo con 40 milioni di dosi




di Alessandro Di Matteo 

C'è subito un intoppo sul piano vaccini messo a punto dal governo, un guaio che non dipende dalle scelte del governo, ma che rischia di scombinare almeno i primi mesi del programma di immunizzazione: il vaccino Astrazeneca non è ancora stato autorizzato e l'Agenzia europea del farmaco fa sapere che è «improbabile» che si riesca a dare il via libera a gennaio, dal momento che l'azienda «non ha ancora fatto domanda». Un problema non da poco, per l'Italia, dal momento che, al netto dei ritardi dovuti a neve e a maltempo, la maggior parte delle dosi che dovrebbero arrivare nel primo trimestre 2021 sono proprio quelle dell'antidoto messo a punto dall'università di Oxford e dalla Irbm di Pomezia e prodotto da Astrazeneca. L'Italia ha prenotato, per i prossimi tre mesi, 16 milioni di dosi di vaccino Astrazeneca e 8, 7milioni di Pfizer-Biontech, l'unico al momento approvato nell'Unione europea. Altri 2 milioni di fiale dovrebbero arrivare da Curevac e 1,3 milioni da Moderna. Complessivamente, per l'intero piano vaccinazioni, il governo ha prenotato 202 miloni di dosi, 53,8 da Johnson & Johnson, 40,3 da Astrazeneca, altri 40,3 da Sanofi-Gsk, 30,2 da Curevac, 26,9 da Pfizer e 10,7 da Moderna. È chiaro, insomma, che il ritardo di Astrazeneca rischia di creare più di un problema. Spiega una fonte di governo: «È ovvio che questa notizia crea qualche apprensione. Vediamo cosa succederà nelle prossime settimane, perché la Gran Bretgana pare comunque intenzionata a procedere con Astrazeneca. E se arriva il via libera da loro è possibile un'accelerazione anche in Ue. Altrimenti dovremo intensificare gli acquisti degli altri vaccini...». La Gran Bretagna in effetti punta tutto sul vaccino di Oxford, il governo ne ha acquistate 100 milioni di dosi e il via libera dell'agenzia del farmaco britannica è atteso nei prossimi giorni, comunque in tempo per l'avvio della campagna di vaccinazione previsto per il 4 gennaio. L'Agenzia europea, invece, attenderebbe chiarimenti su errori metodologici che sarebbero stati commessi durante la prima fase di sperimentazione del vaccino. «Di sicuro, il governo italiano si sta già muovendo con le istituzioni europee - assicurano fonti dell'esecutivo, per garantire l'approvvigionamento delle dosi necessarie a raggiungere l'immunità di gregge». Già ieri, del resto, la presidente della commissione Ue, Ursula von der Leyen, è corsa ai ripari e ha annunciato l'acquisto di altre 100 milioni di dosi del farmaco Pfizer «e per gli accordi europei all'Italia va il 13% di ogni partita di vaccini acquistati». Di fatto, le dosi exta di Pfizer potrebbero quasi compensare l'eventuale mancato arrivo di Astrazeneca per il primo trimestre. Un problema in più proprio mentre il governo cercava di sopire le polemiche sui presunti ritardi dell'Italia rispetto agli altri Paesi Ue, e in particolare rispetto alla Germania, nell'approvvigionamento dei vaccini. Ritardi che lo staff del commissario Domenico Arcuri smentisce con forza: «Non è affatto vero, stanotte (ieri notte, ndr) arriverà in Italia la nuova fornitura Pfizer, domattina (stamattina, ndr) inizierà la consegna nei punti di somministrazione, pari al 75 per cento del totale, e dopodomani (domani, ndr) completeremo la consegna nel restante 25 per cento». L'auspicio è che non ci siano intoppi con le regioni, come capitato spesso nei mesi scorsi: «Speriamo che inizino a fare le "punture" già domani pomeriggio (oggi, ndr). Finora, almeno sul fronte vaccini, le regioni si sono comportate bene. Devono continuare così». Il piano procede, insomma, sperando che arrivi anche l'ok per il vaccino di Astrazeneca e che non si debba correre ad acquistare dosi extra da altri produttori farmaceutici. 

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