Anglotedesco

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giovedì 21 gennaio 2021

ALESSANDRO DI BATTISTA:"Con i responsabili.Ma non se indagati o condannati"

 



Intervista di Grazia Longo 

Maglioncino grigio, jeans, sneakers grigio-blu, senza cappotto nonostante il freddo, regolare mascherina chirurgica sul volto, Alessandro Di Battista esce dalla sua abitazione, sulla collina di Roma Nord, con un grosso scatolone tra le braccia. «Sto facendo il trasloco. No, scherzo: devo portare delle cose alla scuola del mio figlio maggiore Andrea». Ex deputato del Movimento 5 Stelle, da tre anni non ricopre incarichi politici, eppure continua ad essere un prezioso punto di riferimento di una parte dei pentastellati. Non a caso viene spesso interpellato anche dai giornalisti. Al telefono, ad esempio, ha appena dichiarato alle agenzie di come sia necessario prendere le distanze dall'Udc, per un suo eventuale ingresso nel governo, a causa dell'inchiesta della procura di Catanzaro contro la 'ndrangheta e lo scambio dei voti, che vede indagato anche il segretario Udc Lorenzo Cesa che ieri si è dimesso dall'incarico. Su questa questione Di Battista non ha dubbi: «Con chi è sotto indagine per associazione a delinquere nell'ambito di un'inchiesta di'ndrangheta non si parla. Punto. Tutti sono innocenti fino a sentenza definitiva, ma non tutti possono essere interlocutori in questa fase. Si cerchino legittimamente i numeri in Parlamento tra chi non ha gravi indagini o condanne sulle spalle». Ma il chiodo fisso di Di Battista è un altro: si chiama Matteo Renzi. E, mentre carica lo scatolone sulla sua automobile, lo ribadisce a più riprese. 

Allora, è contento del fatto che l'ex premier fiorentino non sia più al governo? 

«Eccome se lo sono. Era ora: Renzi rappresenta ciò che è rimasto del Giglio magico, il peggio dell'establishment politico. Il governo andava assolutamente derenzizzato perché non è ammissibile che uno che ha il 2 per cento dei consensi si metta in testa di poter dettare legge agli altri». 

Come mai, secondo lei, Renzi e Italia Viva si sono astenuti invece di votare contro alla fiducia del governo? Vogliono tenersi aperta la porta per un potenziale nuovo coinvolgimento? 

«Io sono convinto che Renzi, da pessimo soggetto qual è, in realtà volesse votare contro. Ma i suoi di Italia Viva lo avranno boicottato. Lo avranno convinto a sposare la strada dell'astensione. Molti di loro sono solo dei politicanti, ma non nego che in mezzo ai tanti ci possano essere anche brave persone». 

Però il presidente del consiglio Giuseppe Conte in Senato ha solo la maggioranza relativa. Ce la farà a resistere? 

«Non lo so. Staremo a vedere. Io, ovviamente, me lo auguro». 

Ma non trova nulla da ridire sul sostegno di alcuni responsabili come il senatore Alfonso Ciampolillo, ex-M5S, espulso dal partito al termine dell'istruttoria sui mancati rimborsi, poi confluito nel gruppo Misto o l'ex fidatissima di Berlusconi, la senatrice Fi Mariarosaria Rossi? 

«Un governo senza Renzi val bene una messa. Quindi ben vengano anche Ciampolillo e la Rossi. Guardi, a mio avviso, l'importante è non stare dietro alle farneticazioni di Matteo Renzi. Continua a dire che il premier Conte ha fatto l'inciucio con Clemente Mastella. Ma che inciucio e inciucio se Mastella non siede neanche in Parlamento! Sono tutte polemiche sterili figlie del peggior renzismo». 

Che cosa vede profilarsi all'orizzonte? Un rimpasto? Una nuova squadra di governo? 

«Non so quello che succederà. L'unica cosa di cui sono certo è che il Paese in questo momento non si può permettere di andare alle elezioni. Siamo in piena pandemia e ci sono mille problemi: dal rischio contagio ai seggi al fatto che gli italiani non apprezzerebbero certo di andare a votare per una crisi di governo in un momento tanto delicato a causa del Covid e delle sue drammatiche conseguenze economiche. Non solo». 

Cos'altro? 

«Non mi pare certo eticamente giusto spendere 350 milioni di euro per mettere in piedi la macchina elettorale. Lo ripeto, l'unica soluzione impercorribile e inaccettabile alla crisi sono le votazioni. Abbiamo un capo del governo, Giuseppe Conte, e dobbiamo andare avanti. L'importante è non avere più Matteo Renzi tra i piedi». 

Ora che Renzi non c'è più, lei potrebbe far parte del nuovo governo? 

«Guardi io parlo in tutta libertà, senza nessun attaccamento alle poltrone. Non rivendico nulla, parlo da privato cittadino che crede nella politica del M5S». Qual è l'aspetto più determinante dei pentastellati in questa fase così delicata? «La gestione del Recovery fund da parte del Movimento 5 Stelle è una garanzia perché abbiamo sempre dato prova di essere un movimento parsimonioso che agisce nell'interesse degli italiani». 

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