Anglotedesco

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sabato 30 gennaio 2021

AstraZeneca ok, ma solo dai 18 ai 55 anni.Il piano vaccini ora è tutto da ripensare

 


di Francesco Grignetti 

Dopo il via libera dell'Ema, l'agenzia europea, ieri anche l'Agenzia italiana per il farmaco ha autorizzato il vaccino AstraZeneca. E sembra un'ottima notizia. Ma fino a un certo punto, perché l'Aifa ritiene che questo vaccino sia indicato soltanto per le persone dai 18 fino a 55 anni. Così dicono le prove tecniche presentate dalla ditta produttrice. E di colpo traballa clamorosamente il piano vaccinale. Si ragiona infatti dentro il governo: se AstraZeneca, che peraltro garantiva le quantità maggiori, non si potrà usare per gli over-55, di certo non lasceremo le fiale in magazzino. E allora, che fare? La decisione del governo, ancora non ufficializzata, è di sdoppiare il piano. A partire dalle prossime settimane si discuterà di due piani da far procedere in parallelo. Il primo, basato su Pfizer (che promette di tornare nei prossimi giorni al ritmo concordato delle 450mila dosi a settimana) e Moderna, andrà agli anziani, cominciando dai 4,4 milioni di ultraottantenni. L'altro piano, basato su AstraZeneca, riguarderà la fascia diciotto-cinquantacinquenni. «E si dovrà aprire il dibattito su quali target privilegiare in questa fascia di età», spiega una fonte vicina al dossier. L'ipotesi più facile e ovvia è anticipare la vaccinazione per forze dell'ordine e forze armate. Ma subito dopo non si esclude di rovesciare del tutto la logica fin qui seguita, e vaccinare gli studenti universitari. Un modo per sminare il tema sempre più esplosivo della movida, degli aperitivi, della socialità giovanile. È vicino, insomma, il tempo di grandi nuove decisioni da prendere. Nella riunione di ieri tra governo e Regioni, per dire, il commissario straordinario Domenico Arcuri ha annunciato che nel mese di febbraio arriveranno in tutto 4 milioni di dosi, sommando le tre forniture autorizzate. Arriveranno sul territorio anche i primi 2600 sanitari di rinforzo, tra medici e infermieri, come da bando del commissario straordinario. E però non c'è accordo su come andare avanti. Alcune Regioni premono per privilegiare gli ultraottantenni e chiedono quindi di ripartire le nuove forniture (ma ancora non era arrivata la doccia gelata di AstraZeneca) secondo la percentuale dei residenti più anziani. Se ne fanno portavoce Giovanni Toti dalla Liguria e Massimiliano Fedriga dal Friuli-Venezia Giulia. Dice quest'ultimo: «Siccome riteniamo che sia corretto vaccinare prima le persone più anziane in quanto le più fragili, sosteniamo sia necessario proseguire con la distribuzione in base alle priorità di target e non della popolazione residente». Ipotesi che non piace a Campania e Lazio, però. Così le Regioni ne riparleranno tra loro domani mattina. E nel pomeriggio è atteso un nuovo incontro con ministri e Arcuri. Il bollettino sanitario, intanto, dice che sono 12.715 i nuovi contagi, 298.010 i tamponi effettuati, 421 i morti. La frenata c'è, ma non clamorosa. «I dati - ha spiegato il ministro Francesco Boccia nella riunione con i governatori - dimostrano che le misure restrittive di Natale hanno funzionato. Non è stato semplice, ma il Paese oggi ha reti sanitarie in sicurezza, mentre tutta Europa è in grande difficoltà e alcuni paesi sono tuttora in lockdown nazionali». Il ministro ha anche confermato l'impegno ai 32 miliardi per il decreto Ristori. «L'impianto del nuovo decreto è pronto per essere approvato non appena si insedierà il nuovo governo» .

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